Category Archives: Mostri umanitari

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Resistance and Victory

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Great resistance and victories of the Libyan people against Nato-mercenaries Sirte is controlling by Libyan army and Libyan moujaheeds with Libyan volunteers. In Sirte now hard fight. Sirte. Last day 26.9. 2011, were killed about 100 Nato-mercenaries and 450 wounded. … Continue reading

Libia: la Nato bombarda l’acquedotto

Ilvero volto criminale degli umanitaristi euro-sion-petrolmonarchi-yankee della Nato.

La Nato bombarda l’acquedotto , la rete di distribuzione dell’acqua e le società che potrebbero riparare i danni, mettendo in crisi la popolazione e le città.

Un danno enorme, ad un’infrastruttura, come tante in Libia, voluta e fatta edificare da Muhammar Al-Gaddafi.

TESTO in PDF: Nato Bombarda Acquedotto LibicoTESTO in PDF: Nato Bombarda Acquedotto Libico

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BEFORE and AFTER the “NATO-rats” liberated Tripoli (italiano-english)

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BEFORE and AFTER the “NATO-rats” liberated Tripoli NATO = North Atlantic Terrorist Organization 2 million people in Tripoli, 99% Gaddafi supporters. NATO brings boat loads of rebels knowing full well a bloodbath was the only possible outcome. How humanitarian. Think … Continue reading

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Ribelli-Mercenari-Nato massacrano la popolazione

TRIPOLI: MASSACRI DA PARTE DEI “RIBELLI-NATO”. MIGRANTI AFRICANI E SFOLLATI LIBICI DALL’EST, VITTIME COLLATERALI: CHE NE SARA’ DI LORO? di Marinella Correggia – 27 agosto 2011 – LibyanFreePress feriti assassinati in un ospedale da campo . Qualcuno lo dica a … Continue reading

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La macelleria umanitaria dell’invasione NATO in Libia

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“Dove non c’è guerra, bisogna inventarla per fare scambi” (Rothschild) . Le agenzie e le catene mediatiche internazionali che hanno decretato la “caduta” prematura del presidente libico sono concordi nell’apprezzamento. Tripoli, la capitale della Libia, vive uno stato di anarchia … Continue reading

Ultime da Tripoli – (Redazionale del 22/08/2011)

Analisi e testimonianze da Tripoli:

in Redazione con Jacinta Ryan

Redazionale di LibyanFreePress
22 agosto 2011, ore 18.00

Nel Video: Intervista con Thierry Meyssan

Crepitii di armi da fuoco, boati d’esplosioni, deflagrazioni delle bombe sganciate dalla North Atlantic Terrorist Organization (NATO), misti a notizie frammentate, a volte confuse e contradditorie, su quel che realmente accade a Tripoli, sono gli ingredienti di questi momenti di tensione e apprensione per la sorte della Libia e della sua popolazione sin’ora in sintonia col governo legittimo di Tripoli, inclusi gli amici e corrispondenti che aiutano questa piccola redazione a diffondere il maggior numero possibile di informazioni e video, in tutte le lingue e ad ogni latitudine, per rompere il muro di omertà e falsità che circonda questa sporca guerra d’aggressione coloniale, in pieno terzo millennio.
Perchè, oltre alle bombe euro-americane sganciate sulla Jamahiriya, il punto forte di questa guerra è la malainformazione, la disinformazione, la manipolazione degli avvenimenti e la creazione di notizie false.
E lo scopo e motivo d’esistere di questa piattaforma per la diffusione di news-on-line è infatti proprio quello di contrastare la mafia mediatica euro-yankee.
Per meglio decifrare gli ultimi avvenimenti, questa mattina abbiamo parlato con la nostra amica e stretta collaboratrice, Jacinta Ryan, free-lance australiana, sposata con un libico, professore della “Alfateh University”, che da sei anni è residente nel centro di Tripoli, a due passi dalla Piazza Verde, la quale ci ha raccontato ed evidenziato particolari importanti.
Intanto una cosa è chiara: i mercenari Nato-Al Qaedisti, i così detti “ribelli” (dalla stampa asservita) di Bengasi, non hanno affatto il totale controllo della capitale.
E’ vero che i giornalisti forestieri sono assediati al Rixos Hotel, ma sino a ieri sera si poteva ancora, facendo molta attenzione ai “cecchini umanitari Nato”, entrare ed uscire dall’albergo. Questa mattina ancora Thierry Meyssan aveva parlato al telefono con Jacinta Ryan, per confermare che tutti all’interno dell’hotel stavano bene, che alcuni dirigenti politici e membri del governo di Gheddafi erano ancora al suo interno, ben armati, e che i bombardamenti Nato erano momentaneamente cessati.
Tutti attenderebbero una scorta di veicoli ONU (non Nato, viste le frequentazioni poco raccomandabili jihadiste) e delle organizzazioni “umanitarie” ancora presenti a Tripoli, per poter raggiungere le rispettive ambasciate, l’aeroporto o il porto.
“Attenderebbero”, al condizionale: perchè in realtà nessuna delle “forze umanitarie” ha la volontà e capacità di effettuare una sortita dalle proprie residenze diplomatiche per raggiungere i giornalisti e trasferirli in luoghi più sicuri. E’ stato infatti loro detto di trovare il modo di raggiungere, con mezzi propri, le ambasciate.
Particolarmente a rischio sarebbe la posizione di 4 o 5 giornalisti, gli unici che abbiano avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di raccontare e analizzare gli avvenimenti degli ultimi mesi senza bavagli politicamente corretti.

Tutto il resto delle decine di corrispondenti per le varie testate giornalistiche internazionali, TV e Stampa, non correrrebbero invece alcun rischio, essendo stati visti esultanti, indice e medio della mano alzati a “V”, in segno di vittoria, sfacciatamente, e durante la conferenza stampa del dr. Moussa Ibrahim di ieri, il quale denunciava in tale occasione le centinaia di civili ammazzati dai bombardamenti Nato, implorando le nazioni e le popolazioni del mondo ad intervenire nelle opportune sedi per chiedere ai propri governi di porre fine al massacro.
Testimoni oculari, tra cui Jacinta Ryan, hanno assistito alla vergogna, etica e professionale, del sabbah mediatico di prezzolati scribacchini e mezzi busti, i quali, dopo essere stati trattati con guanti di velluto, protetti, rispettati e agevolati nel proprio lavoro di informazione, vilmente si prendevano beffe di chi li aveva sin’ora ospitati, di chi si era fidato della loro inesistente professionalità, e macabramente gioivano della sopraffazione di decine, centinaia, migliaia di vite di civili, uomini, donne, bambini, democraticamente massacrati dall’impero del crimine per il New World Order.
Una vergognosa accozzaglia di cialtroni e parassiti mediatici, stipendiati profumtamente dai contribuenti, occidentali e petrol-monarchici (canone-tasse-pubblicità), danzano sui cadaveri della gente di Jamahiria e presto continueranno il loro lavoro di brainwashing nelle vostre putride ed inquinate metropoli. Riceveranno probabilmente, per questa prova di fedeltà ai banksters di Wall street, un avanzamento di carriera ed un aumento di stipendio.
Intanto la popolazione di Tripoli se ne sta barricata in casa, perchè, nonostante la situazione sia ancora fluttuante, restano sparsi qua e là troppi focolai di guerra, cecchini appostati e nascosti,  ed i check-points governativi sono il bersaglio preferito dell’aviazione euro-yankee.
Ma la gente di Tripoli ancora crede sia possibile ricacciare le bande di predoni che vorrebbero impossessarsi del potere, e resiste, insieme ai militari fedeli al governo di Muammar Gheddafi. Tutti sono armati e pronti a reagire. Nessuno vuole abbandonare le case e farsi prendere, come vorrebbero i comandi Nato, dal panico.
L’autorità di Tripoli ha intanto ripristinato l’uso di internet, anche se la linea è debole e instabile.
Inoltre sono stati automaticamente ricaricati, di 50 dinari l’uno, tutti i telefoni cellulari della popolazione.
Ora ditemi: avete mai sentito parlare di un tiranno che, in un momento di attacco da parte della popolazione insorta contro di lui, distribuisca a tale popolazione armi, ricarichi loro i cellulari affinchè possano restare meglio in contatto, faciliti l’accesso ad internet?
Veramente uno strano tiranno.
In qualsiasi modo vadano le cose nelle prossime ore, anche se tutto volgesse a discapito della legittima autorità di Jamahiria, quella della leadership di Muammar Gheddafi, una cosa ci è chiara: non abbiamo assistito ad una “rivoluzione” popolare e spontanea, ma ad una pianificata manovra militare e di intelligence,  per destabilizzare l’area afro-mediorientale sensibile geostrategicamente ed appetibile per via delle immense ricchezze energetiche.
Ed infine i “rats” di Bengasi, che non godono dell’appoggio popolare e dell’approvazione delle tribù libiche, nulla avrebbero potuto senza il preponderante aiuto militare delle nazioni più forti ed organizzate dell’occidente coalizzato, senza parlare della connivenza fratricida delle petrolmonarchie arabe.
Per concludere: tutte le cose che vi abbiamo appena narrato erano state da Jacinta Ryan raccontate pure ad un “giornalista” de “La Repubblica”, con la speranza che potessero raggiungere un più ampio pubblico anche in Italia. Ma non essendo esse nella vulgata desiderata e temendo il corrispondente per il proprio stipendio e carriera, sono state cestinate.
Se questi sono uomini…

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Manifestiamo in questa tragica occasione tutta la solidarietà e amicizia nei confronti dell’eroica popolazione di Tripoli e di tutta la Libia, del legittimo governo della Jamahiria, del colonnello Muammar Gheddafi e dei fedeli patrioti libici.

Redazionale di LibyanFreePress
22 agosto 2011, ore 18.00

Jacinta Ryan può essere contattata, in inglese, presso libialibera@gmail.com

 

Gli Squadroni della Morte di “Al Qaeda-Nato ” a Tripoli

MASSACRO NATO A TRIPOLI: L’OPERAZIONE ALBA DELLE SIRENE SEGNA L’ASSALTO DEI RIBELLI DELLE SQUADRE DELLA MORTE

Thierry Meyssan – Global ResearchTraduzione di FFP per LibyanFreePress

Tripoli, in Libia, 22 agosto 2011, 01:00


Sabato sera, alle 8, quando l’ora dell’Iftar segnava la fine del digiuno del Ramadan, il comando della NATO ha lanciato la sua “Operazione Sirena” contro la Libia.

Le Sirene sono stati gli altoparlanti delle moschee, che sono stati utilizzati per lanciare l’appello di Al Qaeda alla rivolta contro il governo di Gheddafi. Immediatamente le cellule dormienti dei ribelli di Bengasi sono entrati in azione. Questi sono piccoli gruppi con grande agilità di movimento, i quali hanno condotto attacchi multipli. I combattimenti, durante la notte, hanno provocato circa 350 morti e 3.000 feriti.

La situazione si è calmata un pò nel corso della domenica.

Poi una nave da guerra della NATO si è ancorata appena al largo della costa di Tripoli, fornendo armi pesanti e uomini delle forze jihadiste di Al Qaeda, le quali erano dirette da ufficiali della NATO.

I combattimenti sono ripresi durante la notte. Ci sono stati intensi scontri a fuoco. Droni della NATO e bombardamenti aerei sono continuati in tutte le direzioni. Elicotteri della NATO hanno mitragliato i civili per le strade, per aprire la via ai jihadisti.

In serata un corteo di auto che trasportavano ufficiali governativi è stata attaccata. Il convoglio ha trovato rifugio al Rixos Hotel, dove ha sede la stampa straniera. La NATO non osa bombardare l’hotel per evitare di uccidere i suoi giornalisti. Tuttavia l’hotel, che è quello che mi ospita al momento, è tutt’ora l’obiettivo di un intenso attacco.

Alle 11:30, il ministro della Salute ha dovuto annunciare che gli ospedali erano pieni fino a traboccare. Domenica sera ci sono stati circa 1.300 morti e 5.000 feriti.

La NATO era stata incaricato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU di proteggere i civili libici.  In realtà, Francia e Gran Bretagna hanno appena re-iniziato il loro massacro coloniale.

Alle 01:00, Khamis Gheddafi è venuto personalmente all ‘Hotel Rixos per consegnare armi utili alla difesa dell’ hotel. Poi se ne è andato. Vi sono al momento intensi combattimenti in tutto l’hotel.

Majer-Zlitan Massacre by NATO (Eng-Ita-Esp)

Press Conference by Moussa Ibrahim

on Majer-Zlitan Massacre by NATO (August 9, 2011)

Libia, Majer-Zlitan: la NATO massacra 85 civili, di cui 33 bambini, 32 donne, 20 uomini. “Per motivi umanitari” come ci spiegano i nostri “politici-burattini” nelle mani dell’usurocrazia finanziaria e bancaria mondiale.

Il popolo della Libia di Jamahiriya e di Tripoli sappia però che non tutti in Europa sono così stupidi da non aver capito il complotto/cospirazione contro la Libia ed i popoli/Nazioni del mondo, e faremo il possibile per diffondere la Verità sul crimine che si sta compiendo ai danni della Libia e di tutti noi.

Ognuno ha il suo ruolo, ognuno fa la sua parte: buona fortuna fratelli della Jamahiriya ancora libera (Nota di Redazione)

Libia acusa a la OTAN de asesinar a 85 civiles a Majer-Zlitan

Where Have Libya’s Children Gone?

Dispatch From Tripoli

Where Have Libya’s Children Gone?

By Franklin Lamb – August 8, 2011 – Counterpunch

Tripoli, Libya – The quality of life continues to degrade in certain areas of western Libya while public anxiety noticeably rises over missing Libyan children as the first week of an unusually stressful Ramadan passes.

The shortage of gasoline has become acute and despite government efforts to curtail price gouging, one taxi driver told this observer yesterday that while the usual price of ‘benzene’ was five liters (one gallon) for $.40 (forty US cents) he is now having to pay as much as ” 4 dinars for one liter of petrol!” That is roughly the equivalent of 13 US dollars for a gallon of gasoline, a huge price surge in a country long accustomed to cheap, heavily subsidized fuel. “Informal economy” (black market) fuel arrives in car trunks from the Tunisian border and its increasingly common to see fellows with a make shift funnel trying to get more benzene into their vehicle tanks than they splash and spill on neighborhood streets.

Walking around the “medina” off Omar Muktar Street near my hotel yesterday afternoon, the angst over deteriorating conditions is apparent. Shops, like homes, are now subject to rolling blackouts and quickly become hot and stuffy, discouraging would be customers from entering. Some food stores have to discard milk and other perishable items given the up to 11 hour power cuts that send temperatures above 100F. One gentleman on Rashid Street in downtown Tripoli said his family had not had power for five days and the pump that supplies water to his apartment building stopped working so they lack two essential utilities.

NATO’s arguable act of piracy earlier this week in commandeering the fuel tanker ship Cartagena off the coast of Malta that was bringing gasoline to Tripoli and sending it instead to rebel militia based close to Benghazi is yet again explained from NATO HQ as necessary for “protecting the civilian population of Libya.”

According to Libya’s Deputy Foreign Minister Khaled Kaim, “The age of piracy is coming back to the Mediterranean because of NATO.”

Some frustrated shop keepers just shutter their shops and seek relief at the beach or take a nap waiting for sundown and their Ramadan Iftar (feast) to begin. But lack of electricity even affects its preparation. ( note: 15 minutes ago NATO bombed the public beach near my hotel as three other bombs landed nearby—targets unknown)

Every time a bomb blast is heard, a chorus of passersby and kids invariably point toward the bomb site and watch the rising white or black smoke (the color depending on the type of bomb or missile) and some shout, “F— NATO! F—Obama!” Etc.

If a foreigner is confronted by angry citizens who may blame Americans for NATO’s bombing, a sure fire way to quickly reduce crowd tension is for the foreigner to make the peace sign and make a fist with his other hand and chant a few times: “Allah! Mohammad! Muammar! Libye! Abass!” (God!, Mohammad!, Qadaffi!, Libya!, that’s all we need!”) The locals appreciate the sentiment and pre-teens often join the popular chant and dance.

As of the morning of 8/7/11 NATO statistics show that since 3/31/11, NATO forces have launched 18,270 sorties, mainly against Western Libya, including 6,932 bomb/missile strike sorties. Last night (8/6/11) there were 115 sorties including 45 bombings of which 12 were in central Tripoli starting a 10 p.m.

To their great credit, some Congressional staffers on the US Senate Armed Services Committee who liaise with the Pentagon, have acted on constituent complaints and have criticized NATO’s incomplete description of its bombing of Libyan civilians.

For example earlier this week NATO reported its bombing of the village on Zlitan, about 160 miles east of Tripoli in the Western Mountains as follows: “In the vicinity of Zlitan:1 Ammunition Storage Facility, 1 Military Facility, 2 Multiple Rocket Launchers.”

However, still absent from this particular NATO report on its website is the fact that its bombing attack killed the wife and two children of Mustafa Naji, a local Zlitan physics teacher. Mustafa’s wife Ibtisam, and their two children, Mohammad 5 and Muttasim, were pulverized. Once again, NATO said it could not confirm the “accidental killings” but would investigate.

Where are the children?

Also of growing public and government concern in Western Libya is the whereabouts of 53 female and 52 male children aged one to 12 years and another group ranging from 12 to 18 years, both part of a government-run home for orphans and abused children that until February was operating in Misrata, now under rebel control. According to several reports over the past three months and testimony presented last Thursday evening to the international media gathered at the Tripoli Rexis Hotel, by the General Union for Civil Society Organizations:

The 105 children, part of more than 1000 missing, were “kidnapped” by rebel forces as they entered Misrata and went on a killing spree, some of which has been documented by Human Rights Watch and Amnesty International among other groups. There is no question that the children are no longer in their sheltered facility. But from there what became of them remains a mystery.

The Libyan government claims the youngsters were kidnapped by rebels who went on a rampage in late February. Several reports from eyewitnesses claim that the children were last seen being put onto either a Turkish, Italian, or French boat. More than one witness claimed to have witnessed some of the children being sold in Tunisia. On his tweeter page, the local Russian Telesur reporter said that “several sources have affirmed that the 105 children were taken out of the country in a ship that could be Turkish, French or Italian.”

Libyan Social Affairs Minister Ibrahim Sharif told reporters in Tripoli this week that, “We want the truth and we hold those countries responsible for the well-being of these children who are neither soldiers nor combatants.” Sharif added that a rebel doctor captured by government troops testified that some of the orphans had been taken to France and Italy.
Given Misrata’s history as a main North African slave trading port, a fact that today partially explains tensions among the one third of Libya’s population that is black and who are descendants of slaves and many of whom live in western Libya in villages now fighting the Misrata and Benghazi based rebels, concern is acute.

While Libya has had perhaps the most strictly enforced child protection laws in the Middle East and Africa, people here remember clearly that France was at the center of a scandal in 2007 when aid workers from the Zoe’s Ark charity attempted to fly 103 children out of Chad, to the south of Libya, who they said were orphans from neighboring Sudan. International aid staff later found that the children were in fact Chadian and had at least one living parent. People here fear a similar fate for the Libyan youngsters.

Also on people’s minds in Libya is what happened two years ago in Haiti when “orphans,” according to local authorities, were kidnapped. Given the epidemic of human trafficking in this region, especially of children, fears are well founded.

NATO has not replied to inquiries demanding information about the disappeared children nor has UNICEF, Save the Children or Secretary of State Clinton’s office. Ohio Congressman Dennis Kucinich has agreed to demand that the White House order an immediate investigation and of course any human rights advocate could raise this issue in the West and demand an urgent inquiry from her/his government.

The Libyan government as well as both the Roman Catholic Papal representative Bishop Giovanni Martinelli, and Father Daoud of the Anglican Church of Christ the King, in Tripoli have demanded that the UN investigate and find the children.

As for the National Transition Council, its spokesman denied charges that they have sold the children and claim that the Libyan government in Tripoli have all the children and that they are using them as human shields at the now five times bombed Bab al Azizya complex in central Tripoli. No known human rights organization or journalist who has investigated this claim has reported seeing any sign of the children at Bab al Azizya. The General Union, noted above, has photos and names and ages of all the missing children and have widely publicized them.

More than a dozen social welfare organizations, women’s groups and Libya’s Lawyer syndicates have launched an intensive media and public involvement campaign to find the children who have now been missing for nearly six months.

Franklin Lamb is in Libya and can be reached at fplamb@gmail.com

Font: http://www.counterpunch.org/lamb08082011.html

Kids forced to fight with the Libyan Rebels

NATO attacks on national TV headquarters and installations in Tripoli

On video: Press Conference (Dr. Moussa Ibrahim), August 3, 2011 –

NATO helps Rebels bombard peaceful cities in Libya 

(by WolkenZwemmer)

 
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NATO attacks on national TV headquarters and installations in Tripoli

Reporters Without Borders condemns NATO airstrikes on the Tripoli headquarters of the state-owned national TV broadcaster Al-Jamahiriya and two of its installations on 30 July. According to Al-Jamahiriya, three of its journalists were killed and 21 others were wounded in the airstrikes but this could not be immediately verified.

The impossibility of immediate verification is yet another reminder of the difficulty of establishing what is happening in a war when there are no journalists on the ground or their ability to work is severely curtailed. “We appeal again to the authorities in Tripoli to let journalists work freely,” Reporters Without Borders secretary-general Jean-François Julliard said.

We remind NATO that news media are civilian installations and cannot be regarded as military objectives,” Julliard said. “Even if Al-Jamahiriya is clearly used by the Gaddafi regime as a propaganda outlet, it does not in any way legitimize these attacks. Other means, such as support for independent media, must be used to minimize the regime’s propaganda and threats.”

We call for a transparent investigation into the circumstances of these airstrikes. Military attacks on civilian installations constitute war crimes and serious violations of the Geneva Conventions. It is essential to establish who was responsible.”

In a statement, NATO said it carried out the air strikes in order to silence the regime’s “terror broadcasts” and put a stop its “use of satellite television as a means to intimidate the Libyan people and incite acts of violence against them.”

This is not the first time that NATO has targeted news media. A commission of enquiry created by the International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia criticized NATO for bombing Serbian television headquarters in 1999. The commission ruled that the broadcaster’s propaganda activities did not suffice to make it a legitimate military target.

In 2003, a US and UK-led military coalition deliberate targeted the Baghdad bureaux of two Arab TV stations (Al-Jazeera and Abu Dhabi TV), the Palestine Hotel (used as a base by many of the foreign journalists operating in Baghdad) and the Iraqi national TV stations headquarters. This was also strongly condemned by Reporters Without Borders.

http://en.rsf.org/libya-nato-attacks-on-national-tv-01-08-2011,40729.html

Libia: la Francia arma e inquadra i ribelli

Libia: la Francia arma e inquadra i ribelli

1 luglio 2011 – Voltairenet

Le Figaro, il 28 giugno 2011, rivela di aver potuto consultare una mappa dei servizi segreti francesi che dimostra che lanci di armi sono stati effettuati dalle forze francesi, in quattro località della Libia.
Il giornale afferma anche che “due piste di atterraggio di fortuna hanno permesso a velivoli provenienti dal Golfo Arabico di continuare le spedizioni di armi dei francesi.”
Réseau Voltaire rivela di aver potuto vedere un dossier del governo libico che afferma che due aerei francesi, e aerei del Qatar, con base in Tunisia, hanno effettuato queste spedizioni di armi. In base a questo dossier, comprendente relazioni di testimoni oculari e fotografie, le forze francesi non solo hanno lanciato armi leggere, ma hanno anche fornito armi pesanti e i velivoli francesi si sono posati su queste piste fortuna per scaricare il loro carico. Le consegne sono state fatte anche via mare, dopo che la NATO ha bombardato la flotta libica, per fare passare i propri natanti.

Diversi membri della NATO affermano che l’embargo internazionale sulle armi alla Libia, riguarda solo quelle fornite alle forze lealiste e non si applica ai ribelli. Allo stesso modo, sostengono che il divieto di dispiegamento di truppe straniere al suolo, non si applica alle operazioni di “protezione dei civili”, anche quando questi “civili” sono armati da loro stessi.

Inoltre, i commandos francesi del Comando Operazioni Speciali sono stati dispiegati sul terreno, per segnalare gli obiettivi dei bombardamenti. La Francia nega di aver truppe sul terreno, tranne gli istruttori che supervisionano le forze ribelli, ma è impossibile condurre raid mirati al suolo, senza segnalarli in precedenza.

1 luglio 2011 – http://www.voltairenet.org/Libia-la-Francia-arma-e-inquadra-i
Traduzione di Alessandro Lattanzio

english: http://www.voltairenet.org/Libya-France-arms-and-oversees

francais: http://www.voltairenet.org/Libye-la-France-arme-et-encadre

La Nato spara anche sui pompieri

Does the NATO come to protect or annihilate civilians Libya ?

NATO: North Atlantic Terrorist Organization

Libyan majority in support of Gaddafi

The mass pro-Gaddafi street demonstration of one million Libyans held in the capital Tripoli has gone unreported by Western media as has news of civilians killed for the past three months.

Press TV talks with Lizzie Phelan, journalist and political activist in London who has been to Libya and says that Western media is complicit in war crimes in the North African country through omission of fact and that the vast majority of the population are in support of the Libyan government. Following is a transcript of the interview.

Press TV: NATO have issued an apology for a strike so about this publicized NATO strike that has killed civilians, they have blamed ‘technical error’. The conclusion we can draw from that is if that happens it may happen again, which relates to the risk of more civilian casualties. Concerning this air campaign – Do you think it has actually gone too far when it is not saving lives?

Phelan: Yet again we are seeing what the US and Europe shamefully call collateral damage in the form of human lives like we have seen previously in Iraq and Afghanistan and in many other parts of the world.

This apology by NATO is an absolute joke. It’s the first apology we’ve had from them in the three months despite the fact that civilians have been dying at the hands of NATO air strikes everyday in the past three months there have been thousands of strikes on the country so they made the apology yesterday on Sunday. But again at 2am in the morning there was another attack on the city of Sorman, 130km west of Tripoli where a further fifteen civilians were killed and a further three children were killed.

In previous weeks we have seen the bombing of al-Nasr university in Tripoli in the daytime where civilians were killed and so these are the military targets that we’re seeing them bomb – we’re seeing them bomb universities; we’re seeing them bomb Friday market street in Tripoli where there is no military site in the area. Friday market street – I’ve been there – it begins with a GPO post office and ends with a primary school and they bombed four buildings and killed nine civilians including a toddler of four months old.

So, we are seeing what ‘humanitarian intervention’ and the ‘protection of civilians’ al-a-NATO means – it means the killing of children as we are seeing.

The real crime here is the crime of the media. Where has the media been? The media has picked up on this now because NATO has made their apology, but we’ve been seeing civilians dying every day for the past three months; we have a swarm of western journalists based in Tripoli…

Press TV: The NATO apology concerns it’s responsibility for the deaths of 9 civilians and 18 injured in an early morning strike at an apartment building. In terms of what NATO is exercising it does put into question the goals of what NATO has on the ground… and this comes when there are CIA officers and covert operators as has been reported that are on the ground in touch with the revolutionaries.

Phelan: I wouldn’t call anybody who is inviting NATO or the CIA or intelligence services into their country revolutionaries, they are in fact counter-revolutionaries.

The purpose is clear and that is to curb the Arab spring, but it goes back further than that since the revolution (military coup) of 1969-70, when Gaddafi kicked out the British and the Americans and closed their military bases and nationalized the oil. The West has had an agenda since then to get back into Libya and take complete control of the oil resources. Yes they’ve had a period of reproachment with Libya whereby they have been able to make some good deals with Libya, but they haven’t had any where near the kind of control that they would like to have – like they have in Saudi Arabia or Qatar or the other Gulf states where these are effectively client regimes.

So the agenda is clear to completely violate international law and assassinate Gaddafi against the will of the Libyan people without actually every asking them what the Libyan people want.

Press TV: Since you have visited Libya, what is the support that Muammar Gaddafi has and what is going on in terms of the tribal allegiance that exists there? Because as we understand there has been a split along traditional tribal lines – animosity has existed; and also based on some research done this has indeed been funded by the West.

Phelan: Exactly. Just on Friday there was a complete blackout in the media except for one CNN report about a march of one million Libyans in a country of six million people in Tripoli towards Green Square in support of the government and also in support of the people of Benghazi and Misrata who are being harassed and persecuted by what I call counter-revolutionaries, which is what others call rebels – in particular black Libyans who because of the really shameful story that al-Jazeera has pumped out about Gaddafi hiring African mercenaries, black Libyans in places like Misrata and Benghazi – I’ve met refugees from these areas who are victims of these atrocities – black Libyans being lynched publicly and the most unspeakable atrocities are being committed against them by pro-NATO counter revolutionaries.

In terms of the tribes in Libya – from my sources I have information that 90% of the tribes in Libya are supportive of the government including the largest tribe in Libya.

Of course, before the uprising there were frustrations In Libya as there are within every singly country, but the Libyan people are an extremely non-confrontational people that will go to the ends of the earth to resolve in a non-confrontational way.

And that is also reflected in the government in the way in which the government has tried over the decades and bent backwards to accommodate opposition forces within the government, which in a sense has backfired as we saw from the people who defected from the government and who sold out because they were in the pockets of the CIA andMI6 and the other Western intelligence services.

So, from my experience in Libya the support for the government is absolutely widespread. There was a Guardian journalist in Libya who thankfully was deported from Libya for reporting that the reason why there is no opposition in Tripoli is because there are informers everywhere. A million people marched through the streets of Tripoli so the people have spoken for themselves.

Press TV: When will a political solution be discussed? Is NATO going to be ready to face the fact that there has to be a political solution in Libya? Many officials in the US have talked about having a political solution in Afghanistan and have conceded that for any war this is the best way forward…So why is this (military bombing) continuing in Libya?

Phelan: I have no faith in NATO to ever have the humility to suggest that what is needed and what was needed from the outset is a political solution.

It’s clear that NATO have no way at the moment to get out. They have gone into this war and they can’t lose face now.

I want to quickly mention something that has not been or rarely gets mentioned and that is the sanctions imposed on Libya have led now to a crisis in the country whereby people have to queue for six days for food and fuel and we’ve seen the impact from that in Iraq; sanctions are one of the greatest killers, sometimes more so than outright military war; it killed millions of people in Iraq.

…Coming back to your question, I would say that the UN has been acting as an extension of NATO and has done so in Libya.

Press TV: I have said that NATO is the armed wing of the UN in which the UN is used and then of course NATO comes in and of course we see how that gets exercised when it comes to various countries.

Phelan: I would say it the other way round that the UN is essentially a wing of NATO in the sense that it gives legitimacy to what NATO’s agenda is. And I have no faith in either of these institutions to deliver any kind of political solution in the country. The UN has proved itself a failure since the war on terror began and even before then…

SC/HRF

http://www.presstv.ir/detail/185602.html

http://www.mathaba.net/news/?x=627225

Libya, NATO and terrorism: Shocking images of “rebel” atrocities

Libya, NATO and terrorism: Shocking images of “rebel” atrocities

2011/06/20 –  Mathaba

Warning: Includes some videos which the bought media has tried to suppress

NATO has painted itself into a corner in Libya. Its daily acts of terrorism against Libyan civilians, its acts of murder against Libyan children and its flagrant breach of international law make Obomber, Cameron and Sarkozy war criminals. Why are they not sitting alongside General Mladic in The Hague?

There exists something called international law and like it or not – and we have all seen how the USA and UK, principally, flout it at every turn (Iraq, Serbia) – even the countries belonging to NATO, the most hated organisation on the planet, imposed upon the citizens without any iota of constitutional validity, are bound to follow its precepts.

The precepts of international law are as perfectly simple to follow as they are clear to read. The band of murderous countries currently conducting the illegal act of butchery in Libya are signatories to the United Nations Charter and this is crystalline in the terms and conditions involving an armed insurrection inside a sovereign state. Third parties are not allowed to take sides. Only those with criminal intentions would bend and flout international law in siding with terrorists – and why has there been no similar action against other countries fighting extremists?

The Libyan Revolution is staged, aided, financed and abetted from abroad and this is patently obvious in the way it began – not inside the capital, Tripoli, but in the endemically separatist Benghazi, among a band of heavily armed Islamist fanatics whose militancy and racism have long been apparent and also along the already secured western frontier. Enter some SEALS into Misrata and we have a made-in-the-USA Revolution with its backers Washington’s poodle and former colonial master, Britain and Sarko “I want your oil” the Psycho.

NATO has sided with these criminals, murderers and thieves – rascals from the dregs of Libyan society, who themselves fought against NATO in Afghanistan and Iraq. What are that prissy snob Cameron, the bald-headed wonder William “Hey! I ain’t gay!” Hague, that monumentally disappointing and treacherous Obomber, that lying Hillary War Zone Clinton female and that revolting little Napoleon, Sarko the Psycho doing cavorting with terrorists?

Having taken sides, NATO has broken the law. Moreover, the remit under UNSC Resolutions 1970 and 1973 (2011) is for the policing of a no-fly zone. Whoever gave the order to murder Colonel Gaddafi’s grandchildren was policing what no-fly zone exactly? Furthermore, why has the act of war not received the go-ahead from the UN Military Commission and if it is not an act of war, then what is the legality of strikes on civilian targets?

Libya, NATO and terrorism: Shocking images of Somewhere along the line there is a criminal case against the above-mentioned Obama, Clinton, Hague, Cameron and Sarkozy. If The Hague does not recognise this case, then it is acting in breach of international law, is partial and therefore has no right whatsoever to judge General Ratko Mladic. Either there is one set of weights and measures which apply to all or else the notion that international law exists is nonsensical, and ipso facto, The Hague has no legitimacy whatsoever.

Now we turn to the shocking atrocities committed by the Libyan terrorists. Following are some videos which the bought media has tried to suppress. I would urge Messrs. Hague, Cameron and Sarkozy to look at them (I shall not bother with Obomber and Clinton, they’d probably just laugh). In these videos, you can see some horrifically shocking images of children slaughtered and hacked to pieces by the Libyan “rebels” (sorry, “unarmed civilians”).

NATO terrorists and wild beasts doing this.!!! GOD is watching!!!

Viewer discretion is recommended.

http://www.youtube.com/watch?v=7BPgPRQbXo8&feature=youtu.be

A complete family been raped by the Rebels

Here is a video of the butchery and rape of little girls. Viewer discretion recommended.

http://www.youtube.com/watch?v=Pmr4g8LMn54

How do the citizens of the UK, France and the USA feel about their governments siding with these monsters, lying about Gaddafi’s forces attacking unarmed civilians when all they were doing was fighting Islamist terrorists? How do the citizens of these countries feel about the millions upon millions of their taxpayers’ hard-earned wages being squandered on this monumental miscalculation, at best, and criminal act of collusion, at worst?

How many times have Sarkozy, Obomber and Cameron said there is no funding for hospitals, schools and social services, when all the time they know that the cost of a military aircraft is 50,000 USD per hour, per aircraft. Sorry, Mr. Smith we cannot afford your cancer treatment, I am afraid you will have to die.Libya, NATO and terrorism: Shocking images of

And the people of the United States of America, Britain and France just sit back and do nothing? Kind of makes them guilty by association does it not?

And just before we finish, proof that Cameron, Hague, Obomber, Clinton and Sarkozy are incompetent to be in their jobs: the whole footage which sparked off their reaction was based on a false flag event: it was not the Libyan Government forces firing on civilians.

Watch:
http://www.youtube.com/watch?v=ItP6EvslHD4&feature=related

I rest my case.

What would Obomber, Camoron or that disgusting little Napoleon do if a band of Islamist fanatics ran amok in their countries? OK we know the answer. They’d collude with them. Muammar al-Qathafi however is more of a man. He fights. He was after all the first international leader to issue an arrest warrant against bin Laden and Al-Qaeda. The USA was then his ally. Time for an ethical foreign policy and doing the decent thing. NATO, stop! NOW!

Timothy Bancroft-Hinchey

Pravda.Ru
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http://www.mathaba.net/news/?x=627201

‘Technical Error’: NATO admits killing babies

‘Technical Error’: NATO admits killing babies

NATO has admitted that civilians were killed in an air strike on a Tripoli suburb on Sunday. Gaddafi officials say two babies were among the nine dead. It’s the first time the Alliance has conceded responsibility for civilian deaths, although Libya’s Health Ministry claims more than 800 people have died in three months of air attacks. Maria Finoshina reports now from the capital Tripoli. You may find some of the images disturbing.

RussiaToday

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“Humanitarian Intervention”

More NATO “Humanitarian Intervention:”The Bombing of Al Fateh University, Campus B

Wed, 15 June 2011 – 00:33 — Cynthia McKinney

The former Georgia congresswoman and Green Party presidential candidate led a delegation to Libya, where she witnessed some of the worst bombing of the besieged capital, Tripoli. “I’m still waiting to find evidence somewhere in the world that bombing poor civilian populations of the Third World from the air is good for their voting rights, democracy, medical care, education, welfare, national debt, and enhancing personal income and wealth distribution.”

More NATO “Humanitarian Intervention:”The Bombing of Al Fateh University, Campus B  –  by Cynthia McKinney

“One student spoke up and said that President Obama should ‘Free Palestine and leave Libya alone.’”

Since coming to Tripoli to see first hand the consequences of the NATO military operations, it has become clear to me that despite the ongoing silence of the international press on the ground here in Libya, there is clear evidence that civilian targets have been hit and Libyan civilians injured and killed.

This Tuesday morning I was taken from my hotel across the city through its bustling traffic to the Al Fateh University.

On 9 June, Dean Ali Mansur was outside in the parking lot. The sky was blue like Carolina blue. The clouds were white–no chemtrails in sight. Puffy and white. Dean Mansur was visibly upset. It seems that some of the young men at Al Fateh University, Campus B were fighting over girls. He explained to me that Libyans are hot blooded. With a gleam in his eye, he whispered to me that girls are important to young men.

Yes, that was clearly evident today as I approached the campus of Al Fateh University, Campus B, formerly known as Nasser University. Under the trees, throughout the lawn as we approached the campus gates, I could see young men and women talking to each other, talking on cell phones, walking to and fro, assembled, probably talking about the latest campus news–whatever that might be. Today, on the Al Fateh campus, life was teeming. Student life seemed vibrant. This feel and ambiance of this university was not unlike the hundreds of other universities that I have visited in the US and around the world.

Libyan boys and girls are like ours. My son would easily fit into the life of this university.

The campus seemed vibrant, too. Cranes everywhere indicated a healthy building program, adding new buildings to enhance the student learning environment. Despite the students’ fracas, Dean Mansur had everything to be happy about as he saw his university becoming bigger, better, and stronger. Her told me that they had even signed an agreement with a British university to begin programs in the English language. Not English studies, Dean Mansur emphasized, but an entire curriculum of study taught in the English language! Of course, he intoned, that’s all disappointingly ended now.

“Some of the young men at Al Fateh University, Campus B were fighting over girls.“

Al Fateh University, Campus B consists of about 10,000 undergraduates, 800 masters degree candidates, and 18 Ph.D. students; 220 staff, 150 ad hoc professors, 120 employees. It has eight auditoriums, 19 classrooms, 4 extra large classrooms. It also has a rural campus at Al Azizia where 700 students are taught and are a part of the university system. Dean Mansur compares himself to a mayor because he has so many responsibilities presiding over a large community of students engaging in a rich and vibrant academic life.

Dean Mansur told me that life at the university and, for him personally, changed forever on the afternoon of Thursday 9 June, 2011.

He recalled that the university opened as usual around 8:00 am and was to close later that evening at about 8:00 pm.

Thursday, 9 June, he thought, was going to be just like any other day, except for the fracas over the girls that had cleared the campus of many of the students who didn’t want to have any part in the fighting. So, outside in the campus parking lot, Dr. Mansur told me he was preoccupied, thinking how he would deal with the disciplinary issue before him.

Then, out of nowhere and all of a sudden, he heard something loud up in the sky.

“Life at the university changed forever on the afternoon of Thursday 9 June, 2011.”

He said it began out of nowhere, a loud roar. Then a frightful high pitched the hissing sound.  He said he looked up into the sky and could hardly believe his eyes: Something shiny up in the sky appeared dancing in front of him. He said it moved about like an Atari game or something. It danced and zig-zagged all over the sky. He said he was transfixed on the object for what seemed like minutes but in truth must have only been seconds.

Up and down and sideways it raced in the sky and then, without warning, it just came crashing down into the ground nearby. It was a NATO missile.

Tragically it had found its target: Al Fateh University, Campus B.

Dean Mansur said he saw one missile, lots of fire, lots of different colors all around it, and then a huge plume of smoke. He saw one missile, but heard what seemed like many explosions. He said he now can’t honestly say how many.

Dr. Mansur said the force and shock of the blast held him frozen in place. He said his heart stopped for a moment. He wasn’t afraid, just frozen.  He didn’t run away; he didn’t cower; he said he just stood stupefied.

The force of the blast cracked thickened concrete wells, shattered hundreds of windows and brought numerous ceilings down in lecture halls.

Whether it was a wayward Tomahawk Cruise Missile or a misdirected laser guided bomb, no one knows.

His immediate thoughts were for the thousands of his students in the university and for his own three children who study there.

After about 30 minutes, the Libyan press came to see what had happened. The University president and other officials of the school all came. But to Dr. Mansur’s surprise not the international press.

And what did they see?

The media saw the widespread structural damage to many of the buildings, all of the windows blown out in every one of the eight auditoriums. Doors blown off their hinges. Library in a shambles. Books and debris everywhere. The campus mosque was damaged. Glass heaped up in piles. Some efforts at cleaning up had begun.

Dr Mansur says that they have kept the university, wherever practicable, in much the same condition as it was on the day of the attack. Except that the main classroom area that students work in has been cleaned and will be renamed the Seif Al-Arab auditorium complex in memory of Muammar Qaddafi’s son murdered on April 30, 2011 in his home by NATO bombs.

“The force of the blast cracked thickened concrete wells, shattered hundreds of windows and brought numerous ceilings down in lecture halls.”

On Thursday, NATO missiles. Friday and Saturday are considered the weekend here. Sunday, Monday, and Tuesday, the students are back to school undaunted by the bombing. In many of the classrooms I saw today, students were taking final exams amid the debris. As I walked around the campus, one male voice shouted out and spoke to me in Arabic: “Where’s Obama?”

Good question I thought.

I’ve always wondered if the politicians who regularly send our young men and women away to war and who regularly bomb the poor peoples of the world have ever, themselves, been on the receiving end of a Cruise Missile attack or placed themselves and their family at the mercy of a laser guided depleted uranium bomb. Maybe, just maybe, I thought that if they had experienced first hand the horror of a NATO attack on a civilian target they might just stop and question for a minute the need to dispatch our armed forces to attack the people of Libya.

I didn’t want to disturb the students taking exams so I found some students standing outside not taking exams to talk to. I asked them if they had anything to say to President Obama. One professor, a woman, spoke up readily and said, “We are working under fire: physical and psychological.” One student spoke up and said that President Obama should “Free Palestine and leave Libya alone.” He continued, “We are one family.”

More on that later, but briefly, every Libyan is a member of a tribe and every tribe governs itself and selects its leaders; those leaders from all of the tribes then select their leaders, and so on until there is only one leader of all of the tribes of Libya. I met that one tribal leader yesterday in another part of Tripoli and I am told he is the real leader of this country. He presides over the Tribal Council which constitutes Libya’s real policymakers. So when the young man said “We are one family,” that is actually the truth.

Dr. Mansur, trained in the United States, spoke fondly of his time in the US and the many friends he made there. He is proud of his students and the richness of his university’s community life. He was just like any University Dean in the United States.

“In my view God intervened on Thursday 9 June, 2011.”

On the day that the missile struck, not one student was killed. It could so easily have been different. It could have been a catastrophe taking the lives of hundreds of teenagers.

I am told that in the surrounding area immediately outside the university others were not so fortunate.

Reports are that there were deaths in the nearby houses.

It’s a funny thing about war. Those who cause war become oblivious and removed from its consequences; they seem happy to inflict harm on others and become numb to its ill effects while war’s victims find a way to normalize the abnormal and live with the constant threat of death and destruction.

After visiting Tripoli, I remain as opposed to war as ever before.

The students at Al Fateh University continue their studies despite the siege that their country is under.

And oh, that second group of students that I randomly spoke to? I asked them how much they pay for tuition. They looked at me with puzzled faces even after the translation. I asked them how much they pay for their books. Again, the same puzzled face. Tuition at Al Fateh University is 16 dinars per year–about $9. And due to the NATO embargo on gasoline imports, the school now has started 10 free bus lines to its surrounding areas in order to make sure that the students can get to school, free of charge.

I told them that I was about to enter a Ph.D. program in the US myself and that I needed tuition and book money costing tens of thousands of dollars. I continued that my cousin is in debt $100,000 because she went to the schools of her choice and received a Master’s degree.

They said to me, “We thank Muammar Qaddafi. Because of Muammar Qaddafi we have free education. Allah, Muammar, Libya obeys!”

Well as for NATO, they still cling to the chimera that their strikes are against military targets only and that theirs is a “humanitarian intervention.”

I’m still waiting to find evidence somewhere in the world that bombing poor civilian populations of the Third World from the air is good for their voting rights, democracy, medical care, education, welfare, national debt, and enhancing personal income and wealth distribution. It seems clear to me that complex life issues require more complex intervention than a Cruise Missile could ever deliver.

Here is video of Michel Collon about western wars and the media lies that accompany them (thanks to Rosemary Tylka for sending this to me for forwarding)

Cynthia McKinney is a former Georgia congresswoman and Green Party presidential candidate.

http://www.blackagendareport.com/content/more-nato-humanitarian-interventionthe-bombing-al-fateh-university-campus-b

Mostri “democratici e umanitari”

COME DIVENTARE CANAGLIE:

I CRIMINI DI GUERRA DELLA NATO IN LIBIA

7/6/2011 – di Susan Lindauer – Dissident Voice

È una storia che la CNN non seguirà. La sera tardi c’è qualcuno che bussa a una porta a Misurata. I soldati armati fanno uscire a forza le giovani donne libiche con le armi puntate contro di loro. Una volta spinte le donne e gli adolescenti nei camion, i soldati costringono le donne a un’orgia di gruppo con i ribelli NATO o con chiunque sia presente davanti ai loro mariti e ai loro genitori. Quando i ribelli della NATO hanno terminato di divertirsi con lo stupro, i soldati tagliano la gola alle donne.

Le violenze sessuali sono azioni di guerra ordinarie nelle città in mano ai ribelli, che, secondo le parole dei rifugiati, fanno parte di un’organizzata strategia militare. Joanna Moriarty, che fa parte della delegazione d’indagine a livello globale in visita questa settimana a Tripoli, ha anche riportato che i ribelli NATO setacciano Misurata casa per casa, chiedendo ai familiari se sono sostenitori della NATO. Se i familiari dicono di no, vengono uccisi sul posto. Se le famiglie dicono che se ne vogliono stare alla larga dai combattimenti, i ribelli NATO hanno un approccio differente per spaventare le altre famiglie. Le porte delle “case neutrali” vengono chiuse e saldate, come ha riferito Moriarty, intrappolando le famiglie all’interno. Nelle case libiche, le finestre sono generalmente sbarrate. E così, quando le porte di un’abitazione vengono saldate, i libici sono sepolti nelle loro case, dove le forze NATO possono essere sicure che queste famiglie moriranno lentamente di fame.

Questi sono fatti normali, non eventi isolati. E i soldati di Gheddafi non sono responsabili. Infatti, le famiglie pro-Gheddafi o quelle “neutrali” sono gli obbiettivi degli attacchi. Alcune delle tattiche della NATO sono state realizzate nella speranza di incolpare proprio Gheddafi. Comunque questi attacchi sono controproducenti.

Flashback sulla Serbia

Gli eventi ci ricordano sinistramente il conflitto serbo nei Balcani con i famosi campi degli stupri, a parte il fatto che oggi è la NATO a perpetrare questi Crimini di Guerra, come se avesse imparato dai loro nemici le peggiori tattiche terroristiche.
Queste azioni sarebbero considerate Crimini di Guerra, come è successo con il leader serbo, Slobodan Milošević, a parte il fatto che la NATO non gli ha permesso di difendersi in tribunale. Secondo la NATO, le leggi internazionali sono sempre fatte per gli altri. Ma la NATO si sbaglia. Fino a che i governanti della NATO forniranno i finanziamenti, i fucili d’assalto, l’addestramento militare, i consiglieri sul posto, i veicoli di supporto e il sostegno aereo sono da ritenersi pienamente responsabili per le azioni dei ribelli nelle zone di guerra. I ribelli libici non sono neppure una forza composta da gentaglia. Grazie alla generosità della NATO e ai finanziamenti dei contribuenti britannici e statunitensi, sono ben rivestiti con le uniformi militari e sfilano per le strade con i veicoli militari per farsi ammirare da tutti.

E si vedono proprio bene. Ma a Washington il Congresso vorrebbe ipotizzare che l’America non è coinvolta della pianificazione giornaliera delle attività militari. Ma i rifugiati hanno osservato che i soldati USA, britannici, francesi e israeliani rimangono di supporto mentre i ribelli attaccano i civili.

Le “feste degli stupri” sono l’esemplificazione più evidente della perdita del controllo morale della NATO. Un padre in lacrime ha riferito alla delegazione d’indagine come due settimane prima i ribelli della NATO hanno preso di mira sette differenti abitazioni e rapito la figlia vergine da ogni famiglia pro-Gheddafi. I ribelli sono stati pagati per ogni sequestro, così come vengono pagati per ogni soldato libico ucciso, proprio come i mercenari. Hanno spinto le ragazze sui mezzi e le hanno portate in edifici dove le ragazze sono state recluse in stanze separate.

I soldati della NATO hanno iniziato a bere alcool, fino a diventare sbronzi. Poi il leader ha detto di violentare le figlie vergini stile gang bang. Quando hanno finito di violentarle, il leader della NATO ha chiesto di tagliare i seni delle ragazze ancora in vita e di portarglieli. Tutto questo mentre le altre ragazze erano vive e terrorizzate. Tutte le ragazze sono morte in modo odioso. Poi i lori seni amputati sono stati portati in una piazza del posto e sistemati per compitare la parola “puttana”.

Il padre in lutto ha parlato a una riunione di lavoratori, frequentata dalla delegazione d’indagine. Stava piangendo a dirotto, come tutti noi avremmo fatto. I reati della NATO in Libia sono tanto terribili e imperdonabili quanto la castrazione in Siria del tredicenne che ha scioccato il mondo intero. E ora che la NATO è dalla parte del torto, i media occidentali guardano dall’altra parte con disinteresse.

Ma alcuni tra noi sono rimasti attenti. Possiamo vedere come la NATO sia una canaglia in Libia. E la gente libica ritiene questo imperdonabile. La scorsa settimana 2000 capi tribù si sono riuniti a Tripoli per scrivere la Costituzione per il loro paese come richiesto dal governo britannico. Come tutti sappiamo, le navi da guerra britanniche e i droni USA stanno gettando sulle strade di Tripoli bombe bunker e missili giorno e notte proprio vicino al posto dove i capi tribù si riuniscono. A Tripoli si pensa che i britannici stiano cercando di impedire al popolo libico di dare vita alla propria Costituzione.

I capi tribù condannano l’aggressione britannica

Questo è quello che i 2.000 capi tribù hanno deciso di dire sull’aggressione britannica in una dichiarazione approvata all’unanimità il 3 giugno. Sheikh Ali, leader dei capi tribù, lo ha consegnato a Joanna Moriarty e agli altri membri della missione d’indagine:

Il popolo libico ha il diritto di governarsi da solo. Gli attacchi continui dal cielo, a tutte le ore del giorno, hanno completamente distrutto le vite delle famiglie libiche. Non ci sono mai stati combattimenti a Tripoli, e ora siamo bombardati tutti i giorni. Siamo civili e veniamo uccise dai britannici e dalla NATO. I civili sono gente senza armi, e invece i britannici e la NATO proteggono solo i crociati armati dell’Est che si muovono come l’esercito che li arma. Abbiamo letto le risoluzioni delle Nazioni Unite e non c’è alcuna menzione del bombardamenti di civili innocenti. Non c’è nessuna menzione dell’assassinio delle legittime autorità libiche.

    Il popolo libico ha il diritto di scegliersi i propri capi. Abbiamo sofferto l’occupazione straniera per migliaia di anni. Sono negli ultimi 41 anni noi libici abbiamo goduto nell’essere proprietari di qualcosa. Solo negli ultimi 41 anni abbiamo visto il nostro paese svilupparsi. Solo negli ultimi 41 anni abbiamo visto che tutti i libici hanno potuto godere di una vita migliore e abbiamo saputo che i nostri bambini avrebbero avuto una vita migliore della nostra. Ma ora, mentre i britannici e la Nato bombardano il nostro paese, vediamo invece la distruzione delle nostre nuove e sviluppate infrastrutture.

    Noi capi vediamo la distruzione della nostra cultura. Noi capi vediamo le lacrime negli occhi dei nostri bambini per la paura costante della “pioggia del terrore” nei cieli della Libia che viene dai bombardamenti britannici e della NATO. I nostri anziani soffrono di problemi al cuore, del diabete e della perdita di vigore. Le nostre giovani madri stanno perdendo i loro piccoli ogni giorno a causa delle devastazioni dei bombardamenti britannici e della NATO. Questi bambini persi erano il futuro della Libia. Non potranno essere rimpiazzati. I nostri eserciti sono stati distrutti dai bombardamenti britannici e della NATO. Non potremo più difenderci dagli attacchi di chicchessia.

    Come capi tribù della Libia, dobbiamo chiedere il perché i britannici e la NATO hanno deciso di scatenare questa guerra contro il popolo libico. C’è una piccola percentuale di dissidenti nell’est della Libia che hanno iniziato un’insurrezione armata contro le legittime autorità. Ogni paese ha il diritto di difendersi contro le insurrezioni armate. E perché la Libia non si può difendere?

    I capi tribù della Libia chiedono che tutti gli atti di aggressione, dei britannici e dalla NATO, contro il popolo libico si fermino immediatamente.

    3 giugno 2011

Vi sembra che la NATO abbia adottato una strategia vincente? Se non è così, allora dovrebbero ripensarci. Anche se Gheddafi cadesse, la NATO non ha alcuna speranza di eliminare la struttura tribale della Libia, che abbraccia tutte le famiglie e tutti i clan. E invece la NATO sta perdendo la battaglia del cuore e della mente della popolazione ogni volta che un missile si schianta in un edificio.

La reazione violenta delle tribù

Il popolo libico sta rispondendo agli attacchi. Questo report è arrivato oggi da Tripoli. Non è stato corretto e descrive una reazione violenta delle tribù nella città di Darna nell’est, dove si ritiene che i ribelli siano i più forti:

Qualcuno ha trovato il corpo del Martire Hamdi Jumaa Al-Shalwi a Darna, città nella Libia occidentale. La sua testa è stata tagliata e poi piazzata davanti al quartier generale della Sicurezza Interna di Darna. È avvenuto dopo essere stato rapito a un posto di blocco. In risposta a questo la famiglia Al-Shalwi ha eretto una tenda per il funerale per ricevere le condoglianze dove la bandiera verde [della Libia] è stata alzata. Dopo il funerale l’intera città di Darna si è sollevata con tutti le sue tribù che comprendono: la famiglia Abu Jazia, la famiglia Al-Shalwi, le famiglie Quba, le famiglie Ain Marra. Dopo questo, la famiglia Al-Shalwie la tribù Bojazia hanno attaccato il quartier generale del Consiglio di Transizione e sparato a tutti i sorci (ribelli) e bandiere verdi sono state alzate. Inoltre, il figlio di Sofian Qamom era ucciso, anche due membri di Al-Qaeda sono stati uccisi dai residenti della città di Darna. La bandiera della Jamahiriya Libica è stata alzata su Darna dopo gli scontri.

La CNN non ha fatto menzione di tutto questo. I media mainstream continuano a cullare gli americani per convincerli nei progressi della guerra in Libia. Gli americani sono proprio all’oscuro dei fallimenti dei loro sforzi bellici. Il risultato di tutto questo è che i libici stanno perdendo fiducia nelle potenzialità delle amicizie con l’Occidente. Un individuo che non c’è all’orizzonte potrebbe ripristinare la fiducia. Proprio ora una squadra di avvocati internazionali sta preparando una lamentela urgente per conto dei capi tribù e del popolo libico. La Comunità Internazionale Pacifista potrebbe contribuire in modo sostanziale per riportare in Libia la fiducia per l’Occidente nel sostenere queste azioni a tutela dei diritti umani. E davvero il popolo libico e i capi tribù si meritano il nostro sostegno. Tutti insieme dobbiamo chiedere che la NATO affronti un processo per Crimini di Guerra, citando questi esempi e anche altri.

I governanti della NATO dovono essere perseguiti per pagare i danni alle famiglie libiche, gli stessi che anche gli Stati Uniti e il Regno Unito chiederebbero per i propri cittadini nelle stesse identiche circostanze. Il mondo non può più tollerare doppi standard, in base ai quali le nazioni potenti commettono abusi sui cittadini inermi. La Convenzione di Ginevra deve essere rafforzata e deve essere applicata l’uguaglianza di fronte alla legge.

La lotta per Misurata

Anche se gli attacchi sono ovunque, alcuni dei peggiori abusi sono stati commessi a Misurata. La città ha l’unico grande porto della Libia e gestisce i trasporti per tutto il paese, inclusi i più grossi depositi di gas e di petrolio. Niente fermerà la NATO dal cercare di prendere la città.

I rifugiati riportano che la bandiera israeliana con la stella di David è stata stesa fuori dalla più grande moschea di Misurata durante il secondo giorno di combattimenti, un’azione che si è assicurata l’umiliazione e l’antagonismo della popolazione locale.

Le forze della NATO hanno tagliato le forniture di cibo e di medicinali in tutta la Libia. Ma i mari sono pieni di pesce nelle acque del Mediterraneo. I pescatori coraggiosi hanno tirate le loro imbarcazioni fuori dai porti, cercando di raccogliere il pesce per la popolazione affamata. Per fermare la loro perseveranza, i droni americani e gli aerei da guerra britannici non hanno smesso di scagliare missili sulle barche dei pescatori, colpendo in modo deliberato imbarcazioni non militari per farle allontanare dall’acqua.

E nonostante la superiore potenza di fuoco e i vantaggi tattici, la NATO ancora sembra che stia perdendo. Secondo quello che ha riportato oggi la delegazione d’indagine, molti ribelli hanno lasciato Misurata e hanno riportato le imbarcazioni a Benghazi. Il centro di Misurata è adesso liberato e sotto il controllo militare centrale. La popolazione libica ha abbattuto due elicotteri d’assalto vicino alla città di Zlitan. E anche se Al Jazeera sta raccontando una bella storia sulle grandi manifestazioni contro Gheddafi a Tripoli, uno delle moglie dei capi tribù vive nelle strade che si dice siano state al centro delle rivolte e ha dichiarato che lei non ha visto assembramenti fuori dalla sua finestra. Gli autobus fatti vedere dal video di Al Jazeera non fanno servizio a Tripoli.

Ci si dovrebbe chiedere: che tipo di società la NATO sta pensando di creare, nel caso in cui Gheddafi venisse deposto, cosa che al momento sembra abbastanza improbabile? Washington e Londra hanno imparato qualcosa dai loro fallimenti in Iraq? La crudeltà e la perdita di reputazione delle forze NATO stanno già alimentando forti rancori che continueranno per le prossime generazioni.

Perché dovremmo essere fieri di questi “alleati”? Il popolo libico non lo è di sicuro.

I soldati della NATO non sono migliori dei teppisti. Chiunque altro al posto loro verrebbe etichettato come terrorista. Cosa ancora più preoccupante, le azioni della NATO avranno sicuramente serie conseguenze per la stabilità a lungo termine in Libia. Le vendette si stanno già scatenando tra le tribù e i clan familiari e proseguiranno per decenni. È tutto così miope e auto-distruttivo.

La NATO dovrebbe prendere questo avvertimento in seria considerazione: i suoi soldati non sono a prova di processo. La Comunità Internazionale Pacifista si sta muovendo per sostenere i diritti naturali della Libia alle Nazioni Unite. Molti di noi nella Comunità Internazionale Pacifista difenderanno le donne della Libia. E chiederemo un processo per i Crimini di Guerra e per le devastazioni finanziare contro i governanti della NATO per conto del popolo.

Nessuno si fa prendere in giro dalla storia della NATO secondo cui Gheddafi è dalla parte del torto. Sappiamo che Washington, la Gran Bretagna, la Francia, l’Italia e Israele sono i veri colpevoli.

Le donne uccise di Misurata devono avere giustizia. La NATO ci può contare.

Fonte: http://dissidentvoice.org/2011/06/going-rogue-nato-war-crimes-in-Libia/

Traduzione a cura di Supervice per http://www.comedonchisciotte.org/