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Operazioni ‘Odyssey Dawn’ and ‘Unified Protector’

Sin dal 20 marzo 2011, data d’inizio delle operazioni finalizzate al raggiungimento dei principali obiettivi fissati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con le risoluzioni 1970 e 1973, ovvero stabilire una no fly zone sui cieli libici e proteggere i civili e le aree maggiormente popolate del Paese nord-africano, l’Aeronautica Militare ha partecipato attivamente alla “Coalizione dei Volenterosi” nell’ambito dell’Operazione OdysseyDawn. Successivamente al passaggio del comando delle operazioni militari all’Alleanza Atlantica, avvenuto il 31 marzo 2011, l’Aeronautica Militare ha mantenuto e rinforzato la propria partecipazione contribuendo con i propri velivoli e con la disponibilità di sette basi aeree al successo dell’Operazione NATO UnifiedProtector. Le operazioni condotte nel 2011 sui cieli libici – cui hanno preso parte personale e mezzi aerei di 16 Nazioni – hanno rappresentato per l’Aeronautica Militare l’impegno più imponente dopo il 2° Conflitto Mondiale. L’Aeronautica Militare ha messo rapidamente in campo tutte le componenti e le capacità operative necessarie per assolvere in modo preciso e flessibile le missioni assegnate. Negli oltre sette mesi di operazioni gli assetti dell’Aeronautica Militare – velivoli caccia, aerei per il rifornimento in volo e aerei a pilotaggio remoto – hanno effettuato missioni di pattugliamento, difesa aerea, rifornimento in volo, ricognizione e neutralizzazione di obiettivi militari. I velivoli dell’Aeronautica Militare hanno svolto oltre il 7% delle missioni complessivamente condotte sui cieli libici, in un contesto che ha confermato il ruolo essenziale e strategico del Potere Aereo, sia in funzione di deterrente sia di capacità attiva, per il conseguimento rapido ed efficace degli obiettivi posti dall’autorità politica. L’Italia, e in particolare l’Aeronautica Militare in quanto Forza Armata coinvolta a livello operativo, ha avuto un ruolo visibile e basilare, concorrendo in maniera determinante alla capacità di proiezione aero-spaziale della NATO e al relativo sostegno tecnico-logistico. Ma il contributo dell’Aeronautica Militare alle operazioni, e in particolare a UnifiedProtector, ha avuto anche risvolti meno evidenti anche se ugualmente rilevanti per il potere aero-spaziale. Si tratta dell’importante supporto di personale specializzato nel campo della pianificazione operativa offerto ai vari livelli della catena di comando e controllo NATO attivata per gran parte in Italia, nella sua articolazione interforze di livello operativo all’interno del Joint Force Command (JFC) di Napoli e in quella aerea di livello tattico all’interno del Combined Air Operation Center 5 (CAOC 5) di Poggio Renatico (FE).

 Gli assetti aerei coinvolti

Nell’ambito delle operazioni OdysseyDawn e UnifiedProtector sono stati impiegati caccia F-16, Eurofighter, Tornado ed AMX, tutti schierati sulla base aerea di Trapani nell’ambito del Task Group Air Birgi, da cui dipendevano anche gli aerei a pilotaggio remoto Predator B, operanti però dalla base di Amendola (Foggia). All’Operazione hanno preso parte anche i velivoli tanker KC-130J e KC-767A, di base rispettivamente a Pisa e Pratica di Mare, che hanno condotto missioni di rifornimento in volo. Impiegato anche un G.222VS per la rilevazione e il contrasto delle emissioni elettromagnetiche nell’area di operazioni. Il numero e la tipologia dei velivoli italiani di volta in volta impiegati – fino a 12 nella stessa giornata – sono stati modulati sulla base delle missioni e degli obiettivi militari specificatamente assegnati dal comando delle operazioni.

Le missioni svolte

Negli oltre sette mesi di operazioni in Libia i velivoli dell’Aeronautica Militare hanno condotto oltre 1.900 sortite, per un totale di più di 7.300 ore di volo, per missioni di:

  • – neutralizzazione delle difese aeree nemiche (SEAD – Suppression of Enemy Air Defences);
  • – pattugliamento e difesa aerea (DCA – DefensiveCounter Air);
  • – attacco al suolo contro obiettivi predeterminati (OCA – Offensive Counter Air);
  • – ricognizione armata e attacco obiettivi di opportunità (SCAR – Strike Coordination And Reconnaissance);
  • – sorveglianza e ricognizione (ISR – Intelligence SurveillanceReconnaissance);
  • – rifornimento in volo (AAR – Air-to-AirRefuelling);
  • – rilevazione e contrasto delle emissioni elettromagnetiche (ECM – Electronic CounterMeasures/EW – Electronic Warfare).

La neutralizzazione delle difese aeree nemiche, in gergo tecnico SEAD (Suppression of Enemy Air Defenses), è una capacità nella quale l’Aeronautica Militare è tra le forze aeree maggiormente specializzate in campo internazionale, unica insieme agli statunitensi ad aver effettuato questo genere di attività in Libia. Gli apparati di bordo dei Tornado ECR (Electronic Combat Reconnaissance) del 50° Stormo di Piacenza sono in grado di rilevare le emissioni dei sistemi radar della difesa aerea avversaria, basata su sistemi missilistici spesso mobili e quindi più pericolosi e difficili da individuare, localizzare e se necessario neutralizzare attraverso l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM (High-speed Anti Radiation Missile). Tale attività, che costringe di fatto le forze avversarie a tenere spenti i propri radar per evitare che siano individuati e colpiti, costituisce un’attività fondamentale per proteggere gli assetti aerei che entrano in zona di operazioni. I caccia F-16 del 37° Stormo di Trapani e gli Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto e del 36° Stormo di Gioia del Colle sono stati impegnati dal primo all’ultimo giorno dell’Operazione per missioni di pattugliamento e difesa aerea (DCA – Defensive Counter Air) nell’ambito della no fly zone istituita sui cieli libici, finalizzate alla protezione dei velivoli “amici” da minacce aeree pilotate e non, e quindi al mantenimento della superiorità aerea necessaria per portare a termine con successo la missione assegnata. Le missioni di attacco al suolo per la neutralizzazione degli obiettivi militari assegnati dal Comando Alleato sono state condotte dai caccia Tornado IDS (Interdiction/Strike) del 6° Stormo di Ghedi (Brescia) e dai caccia AMX del 32° Stormo di Amendola (Foggia) e del 51° Stormo di Istrana (Treviso). Le missioni sono state pianificate e condotte contro obiettivi militari predeterminati e definiti (OCA – Offensive Counter Air), o contro target “dinamici” nell’ambito di aree di probabile concentrazione di obiettivi nemici (SCAR – Strike Coordination And Reconnaisance). Tutti gli obiettivi militari assegnati dalla NATO ai velivoli italiani sono stati preventivamente vagliati da un ufficiale generale inserito nella catena di comando NATO – in gergo tecnico un red card holder – per verificarne la rispondenza alle indicazioni dell’Autorità politica. Le tecnologie in dotazione ai velivoli dell’Aeronautica Militare, in perfetta integrazione con le forze aeree delle altre quindici nazioni partecipanti, hanno consentito di raggiungere con altissima precisione i target militari assegnati, evitando qualsiasi tipo di danno collaterale per la popolazione. Più in particolare, i caccia dell’Aeronautica Militare hanno sganciato oltre 550 (quasi l’80% dell’armamento di precisione a guida laser e GPS utilizzato dai velivoli italiani) tra GBU-12, GBU-16, GBU-24/EGBU-24, GBU-32, GBU-38, GBU-48 e missili di crociera a lunga gittata StormShadow, questi ultimi usati per la prima volta in operazioni reali, con una percentuale di successo superiore al 96%. Le attività di ricognizione e sorveglianza finalizzate all’acquisizione di immagini aeree, fisse e in movimento, preziose per la condotta delle operazioni (ISR – Intelligence SurveillanceReconnaissance) sono state inizialmente condotte dai Tornado IDS e successivamente anche dagli AMX e dagli aerei a pilotaggio remoto Predator B. In particolare, sugli oltre 1.600 target di ricognizione assegnati ai velivoli italiani, sono state realizzate oltre 340.000 foto ad alta risoluzione mediante il Pod elettronico Reccelite in dotazione a Tornado e AMX e circa 250 ore di filmati trasmessi in tempo reale a terra dal Predator, l’ultimo assetto dell’Aeronautica Militare messo a disposizione dal governo italiano alla NATO. Nell’occasione, controllati via satellite direttamente dalla base del 32° Stormo di Amendola, sono stati utilizzati per la prima volta in operazioni reali i Predator B, versione che rispetto al Predator A plus ha dimensioni e prestazioni più elevate ed è in grado di spingersi in zone non raggiungibili da altri assetti e di rimanervi in ricognizione per più tempo. Per il rifornimento in volo degli assetti nazionali (AAR – Air-to-Air Refuelling) sono stati utilizzati un velivolo tanker KC-130J della 46a Brigata Aerea di Pisa e un KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare. Inoltre i Tornado IDS del 6° Stormo di Ghedi hanno operato anche con funzioni di rifornimento in volo a favore di assetti analoghi (modalità buddy-buddy).

Supporto fornito dalle basi aeree impegnate

Trapani Birgi, Gioia del Colle, Sigonella, Decimomannu, Aviano, Amendola e Pantelleria erano le sette basi dell’Aeronautica Militare di cui il Governo italiano ha autorizzato l’uso da parte dei Paesi della coalizione per la condotta delle missioni aeree. Le prime cinque sono state quelle maggiormente coinvolte: in esse l’Aeronautica Militare ha assicurato il supporto tecnico e logistico, sia per gli aerei italiani sia per i circa 200 velivoli di 11 Nazioni straniere (Canada, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Francia, Giordania, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, USA, Svezia e Turchia). In particolare dalla base di Trapani Birgi, da dove sono state effettuate circa il 14% delle sortite complessive di tutta la Coalizione, sono transitati oltre 300 aerei cargo e circa 2.000 tonnellate di materiale. Dalla Forward Operating Base (FOB) di Trapani, uno dei quattro centri di cui dispone la NATO nello scacchiere europeo, hanno operato anche gli aerei radar AWACS, assetti essenziali nelle moderne operazioni aeree per garantire una efficace capacità di comando e controllo. Complessivamente, sulle basi A.M. coinvolte, sono stati impegnati in maniera continuativa circa 4.800 militari, tra quelli stanziali e quelli di supporto, per fornire una serie di servizi e attività che includono l’assistenza tecnica a terra, il rifornimento di carburante, il controllo del traffico aereo, il servizio meteorologico, il servizio antincendio e l’assistenza sanitaria, oltre ovviamente all’alloggiamento del personale.

Rafforzamento del sistema di difesa aerea nazionale e del sistema SAR

Parallelamente alle missioni di volo previste nell’ambito di OdysseyDawn e UnifiedProtector, l’Aeronautica Militare ha rafforzato il sistema di sorveglianza e difesa dello spazio aereo nazionale, compito che la Forza Armata già normalmente assicura in maniera continuativa attraverso un sistema integrato di radar e velivoli intercettori. I caccia Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto e del 36° Stormo di Gioia del Colle e gli F-16 del 37° Stormo di Trapani sono infatti sempre pronti a intervenire in caso di allarme dato dai centri di sorveglianza aerea, decollando in pochi minuti per intercettare il velivolo “sospetto” e contrastare l’eventuale minaccia portata al territorio italiano. Con lo sviluppo della crisi libica il dispositivo è stato potenziato mettendo un maggior numero di velivoli in prontezza operativa. Inoltre, sull’aeroporto di Trapani è stata schierata una batteria antiaerea SPADA. Si tratta di una delle batterie in dotazione al 2° Stormo di Rivolto (Udine), reparto che assicura l’addestramento e l’efficienza dell’intero comparto missilistico della Forza Armata. Lo SPADA è un sistema missilistico per la difesa antiaerea di punto, cioè di aree specifiche come ad esempio un aeroporto, in grado di intervenire contro minacce aeree a bassa e bassissima quota, andando a integrare il sistema di difesa aerea svolto dai caccia intercettori. Infine, sulle basi di Trapani, Decimomannu (Cagliari) e Brindisi, dove già operano abitualmente gli elicotteri HH-3F e AB.212 del servizio di ricerca e soccorso nazionale, è stato rafforzato il livello di prontezza operativa per l’eventuale attività di ricerca e recupero di equipaggi di volo in difficoltà.

Fonte: Aeronautica Militare Italiana

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