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Messaggio di Muammar Gheddafi all’Italia

Nelle ultime settimane e mesi, diversi cittadini europei si sono recati in Libia, per motivi umanitari, diplomatici e di testimonianza giornalistica. Tra essi  Alessandro Londero, il quale è stato scelto dall’autorità libica, il Colonnello Muammar Gheddafi, quale portatore di un messaggio rivolto al Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e per suo tramite al popolo italiano intero.

Gli amici di Eurasia-Rivista hanno ripreso questa lettera da un quotidiano francese (visto che in Italia tale lettera è stata snobbata da chi regge il palazzo del potere politico) e l’hanno proposta al pubblico italiano tramite il loro portale web (http://www.eurasia-rivista.org/).

E’ con stima nei confronti del gruppo di lavoro di Eurasia, con sentimento di vicinanza umana e politica nei confronti del leader libico, e, permettecelo, con un moto d’orgoglio e riparazione (sebbene minima cosa rispetto all’affronto perpetrato dalla codardia di “altri” italiani) per l’onore italiano infangato (non crediamo sia il caso di elencare qui tutte le gravi colpe di cui si è macchiata Roma, perchè l’elenco sarebbe troppo lungo…), che volentieri vi proponiamo questo testo, tradotto in italiano dalla Rivista di Studi Geopolitici già citata.

(la Redazione di LibyanFreePress)

Da Eurasia-Rivista di Studi Geopolitici (25 ottobre 2011)

Riportiamo di seguito la traduzione integrale della lettera del colonnello Gheddafi al presidente Berlusconi e all’Italia. Questa lettera, a quanto è dato sapere, non solo è stata mantenuta segreta dal Governo italiano, ma non ha avuto seguito in nessuna iniziativa italiana di mediazione o negoziazione per fermare la guerra. La traduzione è realizzata dalla versione francese pubblicata da “Paris Match”. (Daniele Scalea)

    “Caro Silvio,

    ti faccio pervenire questa lettera per il tramite di tuoi concittadini, venuti in Libia per portarci il loro sostegno in un momento così difficile per il popolo della Grande Giamahiriya.
    Sono rimasto sorpreso dall’atteggiamento d’un amico con cui avevo già siglato un trattato d’amicizia favorevole ai rispettivi popoli. Avrei sperato, da parte tua, che almeno t’interessassi ai fatti e tentassi una mediazione, prima di dare il tuo sostegno a questa guerra.
    Non ti biasimo per ciò di cui non sei responsabile, perché so bene che non eri favorevole a quest’azione nefasta, che non fa onore né a te né al popolo italiano.
    Ma credo che tu abbia ancora la possibilità di fare marcia indietro e di far prevalere l’interesse dei nostri due popoli.
    Stai certo che io ed il mio popolo siamo disposti a voltare e dimenticare questa pagina nera nelle relazioni privilegiate che legano il popolo libico e il popolo italiano.
    Ferma i bombardamenti che uccidono i nostri fratelli libici ed i nostri figli. Parla con i tuoi amici ed alleati affinché cessi quest’aggressione contro il mio paese.

    Spero che Dio onnipotente ti guidi sul cammino della giustizia”.

Muammar Gheddafi

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