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Libia: cosa aveva raggiunto e cosa è stato distrutto (Ita-Eng)

FOR THE ENGLISH ORIGINAL VERSION CLICK HERE: Destroying a Country’s Standard of Living: What Libya Had Achieved, What has been Destroyed

Prof. Michel Chossudovsky – Global Research

 

“Non c’è un domani” sotto la ribellione di Al Qaeda sponsorizzata dalla NATO.

 

Mentre si insediava un governo ribelle “a favore della democrazia”, il paese è stato distrutto.

Contro il fondale di una guerra di propaganda, i successi economici e sociali della Libia degli ultimi trent’anni hanno brutalmente mutato direzione:

La [Jamahiriya Araba Libica] aveva un alto livello di vita e un robusto apporto calorico pro capite, pari a 3144 chilocalorie.

Il paese ha fatto passi avanti in campo sanitario e, dal 1980, i tassi di mortalità infantile sono calati da 70 a 19 nascite su 100.000 nel 2009. L’aspettativa di vita è passata da 61 a 74 anni nello stesso lasso di tempo (FAO, Roma, Libya, Country Profile)

 

Secondo i settori della “sinistra progressiva” che hanno appoggiato il mandato R2P della NATO, per non parlare dei terroristi che sono senza riserve considerati e “Liberatori”:

 

“L’umore in tutta la Libia, in modo particolare a Tripoli, è assolutamente quello di un sentimento euforico. La gente è incredibilmente eccitata di ricominciare da capo. C’è un senso di rinascita, l’impressione che le loro vite stanno iniziando di nuovo (DemocracyNow.org, 14 settembre 2011)

“Ricominciare da capo” dopo la distruzione?

Paura e disperazione, incommensurabili morti e atrocità, ampiamente documentate dai media.

 

Niente euforia… È avvenuto un rovesciamento storico dello sviluppo sociale ed economico. Le conquiste sono state azzerate.

 

In Libia l’invasione della NATO e l’occupazione hanno segnato la “rinascita” degli standard di vita rovinosi. Questa è la verità vietata e non detta: un’intera nazione è stata destabilizzata e distrutta, il suo popolo costretto alla povertà abissale.

 

L’obbiettivo dei bombardamenti della NATO sin dall’inizio era di distruggere i livelli di vita della nazione, la struttura sanitaria, le sue scuole e gli ospedali, il sistema di distribuzione dell’acqua.

 

E poi “ricostruire” con l’aiuto di donatori e creditori al timone del FMI e della Banca Mondiale.

 

I diktat del “libero mercato” sono una precondizione per l’istituzione dei una “dittatura democratica” di stile occidentale.

 

Circa 90.000 missioni, di cui decine di migliaia su obbiettivi civili, zone residenziali, edifici governativi, impianti per la fornitura di acqua ed elettricità (vedi Comunicato della NATO, 5 settembre 2011. 8140 missioni dal 31 marzo al 5 settembre 2011)

 

È stata bombardata un’intera nazione con gli armamenti più avanzati, anche con le munizioni rivestite di uranio.

 

Già in agosto l’UNICEF aveva avvertito che i massicci bombardamenti della NATO delle infrastrutture idriche della Libia “avrebbero potuto provocare un’epidemia senza precedenti” (Christian Balslev-Olesen dell’Ufficio per la Libia all’UNICEF, Agosto 2011).

 

Nel frattempo gli investitori e i donatori hanno trovato la propria collocazione. “La guerra fa bene agli affari”. La NATO, il Pentagono e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington operano in modo coordinato. Quello che in Libia è stato distrutto verrà ricostruito finanziato da creditori stranieri sotto l’egida del “Washington Consensus”:

 

“Specificamente alla Banca [Mondiale] è stato chiesto di valutare le necessità per le riparazioni e la ricostruzione dei settori dei servizi idrici, energetici e dei trasporti [bombardati dalla NATO] e, in cooperazione con il Fondo Monetario Internazionale, di sostenere una preparazione del bilancio [misure di austerità] per aiutare il settore bancario a rimettersi in piedi [la Banca Centrale Libica è stata uno dei primi edifici governativi a essere bombardato]. La creazione di lavoro per i giovani libici è da considerarsi una necessità urgente che la nazione deve affrontare.” (World Bank to Help Libia Rebuild and Deliver Essential Services to Citizens)

I risultati dello sviluppo libico

Qualunque opinione che si possa avere di Gheddafi, il governo libico post-coloniale ha svolto un ruolo fondamentale per eliminare la povertà, per migliorare la salute della popolazione e per sviluppare le strutture per l’educazione. Secondo la giornalista italiana Yvonne de Vito, “diversamente da altre nazioni che hanno avuto una rivoluzione, la Libia viene considerata la Svizzera del continente africano, è molto ricca e le scuole sono gratuite. Gli ospedali sono gratuiti. E le condizioni delle donne sono molto migliori rispetto ad altri paesi arabi.” (Russia Today, 25 agosto 2011)

 

Questi risultati sono in netto contrasto con quello che le nazioni del Terzo Mondo sono riuscite a “raggiungere” sotto la “democrazia” e il “governo” di stile Occidentale nel contesto standard dei Programmi di Aggiustamento Strutturale del FMI e della Banca Mondiale.

Cura della salute

La cura della salute in Libia prima dell’”intervento umanitario” della NATO era la migliore in Africa. “La tutela della salute è [era] a disposizione di tutti i cittadini senza costi applicati dal settore pubblico. La nazione si fregia del più alto tasso di alfabetizzazione e di iscrizione alle scuole del Nord Africa. Il governo sta [stava] incrementando in modo sostanziale i fondi per lo sviluppi dei servizi sanitario (OMS, Libya, Country Brief)

 

Come confermato dalla Food and Agriculture Organization (FAO), la malnutrizione era meno del 5%, con un apporto calorico giornaliero pro capite di 3144 chilocalorie (i dati sull’apporto calorico indicano la disponibilità e non il consumo).

 

La Jamahiriya Araba Libica forniva ai suoi cittadini quello che viene negato a molti statunitensi: l’assistenza sanitaria gratuita e l’educazione gratuita, come confermato dall’OMS e dall’UNESCO.

 

Secondo l’OMS, l’aspettative di vita alla nascita era di 72,3 anni (2009), tra le più alte del mondo sviluppato.

Il tasso di mortalità al di sotto dei cinque anni è calato dal 71 per mille nel 1991 a 14 per mille nel 2009. Vedi Libyan Arab – HEALTH & DEVELOPMENT.Informazioni generali sulla Jamahiriya Araba Libica
Dati del 2009

Popolazione totale 6.420.000
Tasso di crescita della popolazione (%) 2,0
Popolazione 0-14 anni (%) 28
Popolazione rurale (%) 22
Tasso di fertilità totale (nascite per donna) 2,6
Tasso di mortalità infantile (per mille nascite) 17
Aspettativa di vita alla nascita (in anni) 75
PIL pro capite in dollari US 16.502
Crescita del PIL (%) 2,1
Interessi sul debito in % al GNI 0
Bambini in età di scuola primaria che non vanno a scuola(%) 2,0 (1978)

Fonte: UNESCO, Libya, Country Profile

Aspettativa di vita alla nascita (anni)Aspettativa di vita maschile alla nascita (anni)Aspettativa di vita femminile alla nascita (anni)

Nati sottopeso (%)

Bambini sotto peso (%)

Tasso di mortalità perinatale ogni 1000 nati

Tasso di mortalità neonatale

Tasso di mortalità infantile (per 1000 nati)

Tasso di mortalità sotto i 5 anni (per 1000 nati vivi)

Tasso di mortalità materna (ogni 10.000 nati vivi)

72,370,274,9

4,0

4.8

19.0

11,0

14,0

20,1

23,0

 

Fonte: Libyan Arab Jamahiriya – Demographic indicators

 

Educazione

 

Il tasso di alfabetizzazione degli adulti era dell’89% (2006, 94% per i maschi e 83% per le femmine). Il 99,9% degli adulti è alfabetizzato (dati UNESCO 2006, vedi UNESCO, Libya Country Report).

 

I dati delle iscrizioni alla scuola primaria era del 97% per i ragazzi e del 97% per le ragazze (vedi le tabelle dell’UNESCO).

 

Il rapporto tra insegnanti e alunni nella scuola primaria della Libia è pari a 17 (dati UNESCO del 1983), il 74% di chi ha finito la primaria viene iscritto alla secondaria (dati dell’UNESCO del 1983)

 

Analizzando dati più recenti, che confermano un incremento significativo delle iscrizioni scolastiche, il Tasso di Iscrizione Lordo (GER) nelle scuole secondarie era del 108% nel 2002. Il GER indica il numero di alunni iscritti a un dato livello scolastico senza considerare l’età espresso con la percentuale della popolazione nella fascia di età teorica per quel livello di educazione.

 

Per le iscrizioni alla scuola terziaria (post-secondaria, college e università), il Tasso di Iscrizione Lordo (GER) era del 54% nel 2002 (52 per i maschi, 57 per le femmine).

 

(Per ulteriori dettagli, vedi Education (all levels) profile – Libian Arab Jamahiriya).

 

Diritti delle donne

 

Per i diritti delle donne i dati della Banca Mondiale mostrano miglioramenti significativi:

 

“In un periodo di tempo relativamente breve, la Libia ha ottenuto l’accesso universale alla formazione primaria, con un’iscrizione lorda pari al 98% per l’educazione primaria e il 46% per quella terziaria. Nello scorso decennio, le iscrizioni femminili sono incrementate del 12% in tutti i livelli di formazione. Nell’educazione secondaria e terziaria, le ragazze superano i ragazzi del 10%.”

Controllo dei prezzi per i generi alimentari essenziali

Nella gran parte dei paesi in via di sviluppo, i prezzi dei cibi essenziali sono saliti alle stelle a causa della deregolamentazione del mercato, l’abolizione del controllo dei prezzi le l’eliminazione dei sussidi per seguire i consigli del “libero mercato” forniti da Banca Mondiale e FMI. Negli ultimi anni gli alimenti basici e i prezzi dei carburanti hanno sempre più alti per gli scambi speculativi sulle maggiori commodity.

 

La Libia era uno dei pochi paesi del mondo in via di sviluppo che ha mantenuto un sistema di controllo dei prezzi per i cibi fondamentali.

 

Il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, ha riconosciuto nell’aprile del 2011 che i prezzi dei cibi fondamentali era incrementato del 36 per cento nel corso dell’ultimo anno. Vedi Robert Zoellick, Banca Mondiale.

 

La Jamahiriya Araba libica ha introdotto un sistema di controllo dei prezzi sugli alimenti di prima necessità che ha mantenuto fino allo scoppio della guerra guidata dalla NATO.

 

Mentre i prezzi degli alimenti nelle vicine Tunisia ed Egitto ha causato le rivolte sociali e il dissenso politico, in Libia il sistema dei sussidi in agricoltura è stato mantenuto in vigore.

 

Questi sono i fatti confermati da numerose agenzie specializzate delle Nazioni Unite.

“Diplomazia dei Missili” e “Libero Mercato”

La guerra e la globalizzazione sono intimamente collegate. Il FMI e la NATO lavorano in tandem, in accordo ai think tank di Washington.

 

Le nazioni che sono riluttanti ad accettare i proiettili placcati di zucchero delle “medicine economiche” del FMI saranno eventualmente oggetto di un’operazione umanitaria R2P della BATO.

 

Déjà Vu? Sotto l’Impero Britannico, la “diplomazia delle cannoniere” era un sistema per imporre il “libero scambio”. Il 5 ottobre 1850 l’inviato inglese nel Regno del Siam, Sir James Brooke, raccomando a Sua Maestà che:

 

“nel caso in cui queste richieste [per imporre il libero scambio] vengano rifiutate, una forza si paleserà immediatamente per sostenerle nella rapida distruzione delle difese del fiume [Chaopaya]. […] Il Siam potrebbe dover subire una lezione che da tempo sta provocando; il suo governo potrebbe venire rimodellato, un re meglio disposto potrebbe essere insediato al trono e verrebbe stabilita un’influenza nella nazione che sarebbe di estrema importanza per l’Inghilterra” (La Missione di Sir James Brooke, citata in M.L. Manich Jumsai, Re Mongkut e Sir John Bowring, Chalermit, Bangkok, 1970, p. 23)

 

Oggi lo chiamiamo “cambio di regime” e “Diplomazia dei Missili” che invariabilmente prende la forma di una “No Fly Zone” sponsorizzata dall’ONU. Il suo obbiettivo è quello di imporre la terribile “medicina economica” del FMI a base di misure di austerità e di privatizzazioni.

 

La Banca Mondiale ha finanziato i programmi per la “ricostruzione” dei paesi distrutti sono coordinati con la pianificazione Stati Uniti-NATO. Vengono invariabilmente formulati prima dell’avvio della campagna militare…

La confisca dei beni finanziari libici

Gli asset finanziari libici congelati oltre oceano sono stimati nell’ordine di 150 miliardi di dollari, con i paesi Nato che ne hanno più di 100.

 

Prima della guerra la Libia non aveva debiti. All’opposto. Era una nazione creditrice che investiva nella vicine nazioni africane.

 

L’intervento militare R2P aveva l’obbiettivo di costringere la Jamahiriya Araba Libica in una camicia di forza rendendola una nazione indebitata per il proprio sviluppo, sotto la sorveglianza delle istituzioni basate a Washington.

 

Con una punta di ironia, dopo aver derubato la ricchezza petrolifera della Libia e aver confiscato i suoi beni finanziari, la “comunità dei donatori” ha promesso di prestare il denaro (rubato) per finanziare la “ricostruzione” post-conflitto.

 

Il FMI ha promesso altri fondi per 35 miliardi di dollari ai paesi in cui si sono avute le rivolte della Primavera Araba e ha formalmente riconosciuto il consiglio ad interim che è al potere in Libia come un potere legittimo, aprendo la porta a una miriade di prestatori internazionali quando il paese [la Libia] cerca di ricostruirsi dopo una guerra durata sei masi.

 

Avere il riconoscimento del FMI è importante per i dirigenti temporanei libici dato che permette l’offerta di finanziamenti da parte delle banche internazionali per lo sviluppo e da altri donatori come la Banca Mondiale.

 

Le dichiarazioni pronunciate a Marsiglia sono giunte solo alcuni giorni dopo che i leader mondiali si erano accordati a Parigi per sbloccare miliardi di dollari in asset congelati [denaro rubato] per aiutare [attraverso prestiti] i governanti ad interim della Libia per ripristinare i servizi vitali e per ricostruire dopo il conflitto che ha posto fine alla dittatura durata 42 anni.

 

L’accordo finanziario sancito dal G-7 più la Russia ha lo scopo di sostenere gli sforzi per le riforme [gli aggiustamenti strutturali sponsorizzati dal FMI] al termine delle rivolte in Nord Africa e in Medio Oriente.

 

I finanziamenti sono principalmente sotto forma di prestiti, e non di sovvenzioni, e sono forniti per metà dal G8 e dai paesi arabi, e l’altra metà da vari prestatori e dalle banche per lo sviluppo.

 

Fonte: Destroying a Country’s Standard of Living: What Libya Had Achieved, What has been Destroyed

 

Traduzione italiana di Supervice per Comedonchisciotte

 

“There is no tomorrow” under a NATO sponsored Al Qaeda rebellion.

While a  “pro-democracy” rebel government has been instated, the country has been destroyed.

Against the backdrop of war propaganda, Libya’s economic and social achievements over the last thirty years, have been brutally reversed:

The [Libyan Arab Jamahiriya] has had a high standard of living and a robust per capita daily caloric intake of 3144. The country has made strides in public health and, since 1980, child mortality rates have dropped from 70 per thousand live births to 19 in 2009. Life expectancy has risen from 61 to 74 years of age during the same span of years. (FAO, Rome, Libya, Country Profile,)

According to sectors of the “Progressive Left” which have endorsed NATO’s R2P mandate:  “The mood across Libya, particularly in Tripoli, is absolutely —like there’s just a feeling of euphoria everywhere. People are incredibly excited about starting afresh. There’s a real sense of rebirth, a feeling that their lives are starting anew. (DemocracyNow.org, September 14, 2011 emphasis added)

The rebels are casually presented as “liberators”. The central role of Al Qaeda affilated terrorists within rebel ranks is not mentioned.

“Starting afresh” in the wake of destruction? Fear and Social Despair, Countless Deaths and Atrocities, amply documented by the independent media.

No euphoria…. A historical reversal in the country’s economic and social development has occurred. The achievements have been erased.

The NATO invasion and occupation marks the ruinous “rebirth” of Libya’s standard of living  That is the forbidden and unspoken truth:  an entire Nation has been destabilized and destroyed, its people driven into abysmal poverty.

The objective of the NATO bombings from the outset was to destroy the country’s standard of living, its health infrastructure, its schools and hospitals, its water distribution system.

And then “rebuild” with the help of donors and creditors under the helm of the IMF and the World Bank.

The diktats of the “free market” are a precondition for the instatement of  a Western style “democratic dictatorship “.

About nine thousand strike sorties, tens of thousands of strikes on civilian targets including residential areas, government buildings, water supply and electricity generation facilities. (See NATO Communique, September 5, 2011. 8140 strike sorties from March 31 to September 5, 2011)

An entire nation has been bombed with the most advanced ordnance, including uranium coated ammunition.

Already in August, UNICEF warned that extensive NATO bombing of Libya’s water infrastructure “could turn into an unprecedented health epidemic “ (Christian Balslev-Olesen of UNICEF’s Libya Office, August 2011).

Meanwhile investors and donors have positioned themselves. “War is Good for Business’. NATO, the Pentagon and the Washington based international financial institutions (IFIs) operate in close coordination. What has been destroyed by NATO will be rebuilt, financed by Libya’s external creditors under the helm of the “Washington Consensus”:

“Specifically, the [World] Bank has been asked to examine the need for repair and restoration of services in the water, energy and transport sectors [bombed by NATO] and, in cooperation with the International Monetary Fund, to support budget preparation [austerity measures] and help the banking sector back on to its feet [The Libyan Central bank was one of the first government buildings to be bombed]. Employment generation for young Libyans has been added as an urgent need facing the country.” (World Bank to Help Libya Rebuild and Deliver Essential Services to Citizens emphasis added)

Libya’s Development Achievements

Whatever one’s views regarding Moamar Gadaffi, the post-colonial Libyan government played a key role in eliminating poverty and developing the country’s health and educational infrastructure. According to Italian Journalist Yvonne de Vito, “Differently from other countries that went through a revolution – Libya is considered to be the Switzerland of the African continent and is very rich and schools are free for the people. Hospitals are free for the people. And the conditions for women are much better than in other Arab countries.” (Russia Today, August 25, 2011)

These developments are in sharp contrast to what most Third World countries were able to “achieve” under Western style “democracy” and “governance” in the context of a standard IMF-World Bank Structural Adjustment program (SAP).

Public Health Care

Public Health Care in Libya prior to NATO’s “Humanitarian Intervention” was the best in Africa. “Health care is [was] available to all citizens free of charge by the public sector. The country boasts the highest literacy and educational enrolment rates in North Africa. The Government is [was] substantially increasing the development budget for health services…. (WHO Libya Country Brief )

Confirmed by the Food and Agriculture Organization (FAO), undernourishment was less than 5 %, with a daily per capita calorie intake of 3144 calories. (FAO caloric intake figures indicate availability rather than consumption).

The Libyan Arab Jamahiriya provided to its citizens what is denied to many Americans: Free public health care, free education, as confirmed by WHO and UNESCO data.

According to the World Health Organization (WHO): Life expectancy at birth was 72.3 years (2009), among the highest in the developing World.

Under 5 mortality rate per 1000 live births declined from 71 in 1991 to 14 in 2009
(http://www.who.int/countryfocus/cooperation_strategy/ccsbrief_lby_en.pdf)

Libyan Arab Jamahiriya General information
  2009  
Total population (000)
  6 420
Annual population growth rate (%) ^
  2.0
Population 0-14 years (%)
  28
Rural population (%) ^
  22
Total fertility rate (births per woman) ^
  2.6
Infant mortality rate (0/00) ^
  17
Life expectancy at birth (years) ^
  75
GDP per capita (PPP) US$  ^
  16 502
GDP growth rate (%) ^
  2.1
Total debt service as a % of GNI ^
 
Children of primary school-age who are out of school  (%)
 (1978) 2

Source: UNESCO. Libya Country Profile


 

Libyan Arab Jamahiriya (2009)

Total life expectancy at birth (years)                  72.3
Male life expectancy at birth (years)                  70.2
Female life expectancy at birth (years)               74.9
Newborns with low birth weight (%)                  4.0
Children underweight (%)                                  4.8
Perinatal mortality rate per 1000 total births      19
Neonatal mortality rate                                     11.0
Infant mortality rate (per 1000 live births)         14.0
Under five mortality rate (per 1000 live births)  20.1
Maternal mortality ratio (per 10000 live births)  23

Source WHO http://www.emro.who.int/emrinfo/index.aspx?Ctry=liy


Education

The adult literacy rate was of the order of 89%, (2009), (94% for males and 83% for females). 99.9% of youth are literate (UNESCO 2009 figures, See UNESCO, Libya Country Report)

Gross primary school enrolment ratio was 97% for boys and 97% for girls (2009) .
(see UNESCO tables at http://stats.uis.unesco.org/unesco/TableViewer/document.aspx?ReportId=121&IF_Language=eng&BR_Country=4340&BR_Region=40525

The pupil teacher ratio in Libya’s primary schools was of the order of 17 (1983 UNESCO data), 74% of school children graduating from primary school were enrolled in secondary school (1983 UNESCO  data).

Based on more recent date, which confirms a marked increase in school enrolment, the Gross Enrolment Ratio (GER) in secondary schools was of the order of 108% in 2002. The GER is the number of pupils enrolled in a given level of education regardless of age expressed as a percentage of the population in the theoretical age group for that level of education.

For tertiary enrolment (postsecondary, college and university), the Gross Enrolment Ratio (GER) was of the order of 54% in 2002 (52 for males, 57 for females).
(For further details see http://stats.uis.unesco.org/unesco/TableViewer/document.aspx?ReportId=121&IF_Language=eng&BR_Country=4340&BR_Region=40525

Women’s Rights

With regard to Women’s Rights, World Bank data point to significant achievements.

“In a relative short period of time, Libya achieved universal access for primary education, with 98% gross enrollment for secondary, and 46% for tertiary education. In the past decade, girls’ enrollment increased by 12% in all levels of education. In secondary and tertiary education, girls outnumbered boys by 10%.” (World Bank Libya Country Brief, emphasis added)

Price Controls over Essential Food Staples

In most developing countries, essential food prices have skyrocketed, as a result of market deregulation, the lifting of price controls and the eliminaiton of subsidies, under “free market” advice from the World Bank and the IMF.

In recent years, essential food and fuel prices have spiralled as a result of speculative trade on the major commodity exchanges.

Libya was one of the few countries in the developing World which maintained a system of price controls over essential food staples.

World Bank President Robert Zoellick acknowledged in an April 2011 statement that the price of essential food staples had increased by 36 percent in the course of the last year. See Robert Zoellick, World Bank

The Libyan Arab Jamahiriya had established a system of price controls over essential food staples, which was maintained until the onset of the NATO led war.

While rising food prices in neighbouring Tunisia and Egypt spearheaded social unrest and political dissent, the system of food subsidies in Libya was maintained.

These are the facts confirmed by several UN specialised agencies.

“Missile Diplomacy” and “The Free Market”

War and Globalization are intiricately related.  The IMF and NATO work in tandem, in liason with the Washington think tanks.

The NATO operation purports to enforce the neoliberal economic agenda. Countries which are reluctant to accept the sugar coated bullets of IMF “economic medicine” will eventually be the object of a R2P NATO humanitarian operation.

Déjà Vu? Under the British Empire, “gun boat diplomacy” was a means to imposing “free trade”. On October 5, 1850, England’s Envoy to the Kingdom of Siam, Sir James Brooke recommended to Her Majesty’s government that:

“should these just demands [to impose free trade] be refused, a force should be present, immediately to enforce them by the rapid destruction of the defenses of the [Chaopaya] river… Siam may be taught the lesson which it has long been tempting– its Government may be remodelled, A better disposed king placed on the throne and an influence acquired in the country which will make it of immense commercial importance to England” (The Mission of Sir James Brooke, quoted in M.L. Manich Jumsai, King Mongkut and Sir John Bowring, Chalermit, Bangkok, 1970, p. 23)

Today we call it “Regime Change” and “Missile Diplomacy” which invariably takes the shape of a UN sponsored “No Fly Zone”. Its objective is to impose the IMF’s deadly “economic medicine” of austerity measures and privatization.

The World Bank financed “reconstruction” programs of war torn countries are coordinated with US-NATO military planning. They are invariably formulated prior to onslaught of the military campaign…

Confiscating Libyan Financial Assets

Libya`s frozen overseas financial assets are estimated to be of the order of $150 billion, with NATO countries holding more than $100 billion.

Prior to the war, Libya had no debts. In fact quite the opposite. It was a creditor nation investing in neighboring African countries.

The R2P military intervention is intended to spearhead the Libyan Arab Jamahiriya into the straightjacket of an indebted developing country, under the surveillance of the Washington based Bretton Woods institutions.

In a bitter irony, after having stolen Libya’s oil wealth and confiscated its overseas financial assets, the “donor community” has pledged to lend the (stolen) money back to finance Libya’s post-war “reconstruction”.   Libya is slated to join the ranks of indebted African countries which have driven into poverty by IMF and the World Bank since the onsalught of the debt crisis in the early 1980s:

The IMF promised a further $35-billion in funding [loans] to countries affected by Arab Spring uprisings and formally recognized Libya’s ruling interim council as a legitimate power, opening up access to a myriad of international lenders as the country [Libya] looks to rebuild after a six-month war.  …

Getting IMF recognition is significant for Libya’s interim leaders as it means international development banks and donors such as the World Bank can now offer financing.

The Marseille talks came a few days after world leaders agreed in Paris to free up billions of dollars in frozen assets [stolen money] to help [through loans] Libya’s interim rulers restore vital services and rebuild after a conflict that ended a 42-year dictatorship.

The financing deal by the Group of Seven major economies plus Russia is aimed at supporting reform efforts [IMF sponsored structural adjustment] in the wake of uprisings in North Africa and the Middle East.

The financing is mostly in the form of loans, rather than outright grants, and is provided half by G8 and Arab countries and half by various lenders and development banks. (Financial Post, September 10, 2011,

http://www.truthseeker444.blogspot.com/

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