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The political elite of the new Libya – L’elite politica della nuova Libia (Eng-Ita) +Video

The political elite of the new Libya

AA BystrovImesOriginal Russian

VIDEO: The lies of Ahmed Bani – Le bugie di Ahmed Bani

As it turns out, the leaders of the Transitional National Council (PNC) Libya until recently did not have a consolidated position on talks with Muammar Gaddafi. The final fracture occurred in this situation, only 28 of July this year during meetings of key commanders and functionaries of the rebels in the hotel “Tibesti” in Tunisia. The fact that this historic meeting took place in Tunisia is also no accident. At that time the Tunisian government has already decided on its position in support of the rebels, formally observing neutrality, but actually providing them with comprehensive assistance.

In particular, the Chief of General Staff of the armed forces of the Tunisian Rachid Ammar himself was in charge of arms and ammunition to convey of the Libyan rebels in Tunisian territory during the late spring and all summer long. They used logistic capabilities of Tunisian army and the government itself pretended to know nothing. It is noteworthy that these operations were made possible after talks with Qatari R. Ammar Crown Prince Tamim bin Hamad Al-Thani, in Doha.

It seems the issue lies more still in the financial sector, rather than a purely political, although much sympathy for the Qadhafi still is in Tunisia in general. Simultaneously with the transfer of arms across the Tunisian territory, with the tacit permission of the authorities, was a broad flow of contraband fuel and food for the supporters of the Colonel. In general, apart from Qatar, the new Tunisian leadership is very sensitive and listened to the opinion of France. In particular, Paris dictated the course of conduct of the Tunisian leadership through a series of very important figures in French political elite. Such as Nicolas Sarkozy brother Guillaume, Francois Perot (BPCE), Dominique Devillepin.

But we go back now to the historic meeting of the PNC leadership in Tunis. It is interesting to us the future disposition of the political system of Libya, which has just formed. This alignment is well characterized to the issue of negotiations with Gaddafi, and divides the opposition to the advocates of “hard” and “soft” line of conduct.

Between the supporters of the “soft” we must attributed primarily chairman Abdul Jalil M. PNC, which has consistently advocated talks with the former regime. He has absolute authority on the people, but, by his soft nature, is not ready for tough steps that are needed in politics. And especially in the current Libyan realities. In addition, his line for a compromise failed. Important is the fact that he has no loyalty to him personally from the army.

A more radical course of action follows a relatively new figure in Libyan domestic politics, Ramadan Saleh Ben Amer, who is currently founded the first political party “New Libya”. This emigrant and prominent businessman, sponsored the revolt against the regime of Gaddafi in the eastern regions. Born in Benghazi, he was trained at the University of California. He has long lived in the UAE, where he headed the agency «Alpha Beta Publishers and Media Consultants» and published the newspaper «Al Ain Times», no more active. Ben Amer is closely linked to the ruling family in the UAE, and has acted as a “bridge” between him and the rebels. He has also edited the collection of funds for insurgents financing  between emigrants. The second person in the new Libyan party is Radzhad Mabrouk, who is coming from Texas where he has lived long in exile. According to some reports, “New Libya” could become a channel of U.S. interests in Libya.

Among the creatures of Qatar is absolute included the information and propaganda responsible of the CNT, M. al-Shaman (board member of “al-Jazeera”), and responsible for legal affairs of the CNT, M. al-Allak.

But given by the war, a special weight had commanders in Benghazi, which for a long time seriously affected the balance of political forces.

Should be also included Shmat, who now heads the “Movement for the Defense February 17” and two well-known “heavyweight” who support, M. Fanuhi and A. Tuns. This group is the orbit of Qatar. And finally, the commander of the armed forces of the CNT, A. Belhadj, whose links with “al-Qaeda” are strongly advised by the Americans.

He is from Misurata and is closely related (at least for now) to the British, who trained his troops. It’s hard to say how long this friendship will go on, but the radicalism and the desire to play an independent role is evident in Belhadj. Some experts believe that soon he will move beside Ankara (many native people of Misurata have Turkish roots), or in the direction of Qatar, which currently is the main sponsor of the radical circles in Libya.

English translation by LibyanFreeMan

ITALIAN

L’elite politica della nuova Libia

A quanto pare, i leader del Consiglio nazionale di transizione (CNT) della Libia, fino a poco tempo fa, non avevano una posizione consolidata sui colloqui con Muammar Gheddafi. La frattura definitiva si è verificata su questa situazione, solo il 28 luglio di quest’anno durante le riunioni dei comandanti e dei funzionari chiave dei ribelli presso l’hotel “Tibesti“, in Tunisia. Il fatto che questo storico incontro ha avuto luogo in Tunisia non è casuale. A quel tempo il governo tunisino aveva già deciso la sua posizione a sostegno dei ribelli, con rispetto formale della neutralità, ma in realtà fornendogli un’assistenza completa.

In particolare, il Capo di Stato Maggiore Generale delle forze armate tunisine, Rachid Ammar, si era incaricato di inviare armi e munizioni ai ribelli libici in territorio tunisino, durante la tarda primavera e per tutta l’estate. Hanno usato le capacità logistiche dell’esercito della Tunisia e lo stesso governo ha finto di non sapere nulla. È interessante notare che queste operazioni sono state possibili dopo i colloqui tra R. Ammar e il principe ereditario del Qatar Tamim Bin Hamad al-Thani, a Doha.

Sembra che il problema sia ancora più di carattere finanziario, piuttosto che puramente politico, anche se vi è molta simpatia per Gheddafi in Tunisia, in generale. Contemporaneamente al trasferimento di armi sul territorio tunisino, con il tacito consenso delle autorità, vi è stato un ampio flusso di carburante di contrabbando e di cibo ai sostenitori del colonnello.

In generale, a parte il Qatar, la nuova leadership tunisina è molto sensibile, e ascolta, il parere della Francia. In particolare, Parigi ha dettato il corso seguito dalla leadership tunisina, attraverso una serie di figure molto importanti della élite politica francese. Come il fratello del presidente Nicolas Sarkozy, Guillaume, Francois Perot (BPCE), Dominique Devillepin. Ma torniamo alla storica riunione della leadership del CNT a Tunisi.

E’ interessante, per noi, la disposizione futura del sistema politico della Libia, che si è appena formato. Questo allineamento è ben caratterizzato dalla questione dei negoziati con Gheddafi, e divide l’opposizione tra i sostenitori della linea di comportamento “dura” e “morbida“. Tra i principali sostenitori di quest’ultima, deve esservi attribuito il presidente del CNT Abdul Jalil, che ha costantemente sostenuto i colloqui con il passato regime. Ha autorità assoluta sul popolo, ma per sua natura, moderato e non pronto ai passi difficili che sono necessari in politica. Soprattutto nella realtà attuale libica. Inoltre, la sua linea di compromesso è fallita. Importante è il fatto che non gode della fedeltà diretta delle forze armate.

Una linea di azione più radicale è seguita da una figura relativamente nuova nella politica interna libica, Ramadan Saleh Bin Amer, che attualmente ha fondato il primo partito politico “Nuova Libia“. Questo imprenditore emigrato e prominente, ha sponsorizzato la rivolta contro il regime di Gheddafi nelle regioni orientali. Nato a Bengasi, si è formato presso l’Università della California. Ha vissuto a lungo negli Emirati Arabi Uniti, dove ha diretto l’agenzia Alpha Beta Publishers and Media Consultants e pubblicato il quotidiano Al-Ain Times, che attualmente non è più diffuso. Bin Amer è strettamente legato alla famiglia regnante negli Emirati Arabi Uniti, e ha agito come un “ponte” tra essa e i ribelli. Ha inoltre curato la raccolta dei fondi per il finanziamento degli insorti tra gli emigrati. La seconda persona nel nuovo partito libico è Radzhad Mabrouk, che proviene dal Texas dove ha vissuto a lungo in esilio. Secondo alcuni rapporti, “Nuova Libia” potrebbe diventare un canale degli interessi in Libia degli statunitensi.

Tra le creature del Qatar va assolutamente incluso il responsabile dell’informazione e la propaganda del CNT M. al-Shaman (membro del consiglio di “al-Jazeera“) e del responsabile per le questioni giuridiche del CNT M. al-Allaki. Ma data la guerra, un peso speciale hanno avuto i comandanti di Bengasi, che per molto tempo incideranno seriamente sull’equilibrio delle forze politiche.
Dovrebbero esservi inclusi A. Shmat, che ora dirige il cosiddetto “Movimento di Difesa 17 febbraio” e due ben noti “pesi massimi” che lo sostengono, M. Fanuhi e A. Tunsi. Anche questo gruppo è nell’orbita del Qatar. E, infine, il comandante delle forze armate del CNT, A. Belhadj, i cui collegamenti con “al-Qaida” sono fortemente avvertiti dagli statunitensi. Proveniente da Misurata, è strettamente legato (almeno per ora) agli inglesi, che hanno addestrato le sue truppe. E’ difficile dire quanto durerà questa amicizia, ma il radicalismo e il desiderio di svolgere un ruolo indipendente è evidente in Belhadj. Alcuni esperti ritengono che presto si sposterà verso Ankara (molte persone native di Misurata, hanno radici turche), o in direzione del Qatar, che in questo momento è lo sponsor principale dei circoli radicali in Libia.

Traduzione italiana di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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