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Libia, attenti a quei due

Libia, attenti a quei due

Perché la visita di Sarkozy e Cameron minaccia l’Italia

Barbara Ciolli – 15/9/2011 – Lettera43


Il blitz del duo Cameron-Sarkozy in Libia ha avuto tutto l’aspetto di una visita a sorpresa per rompere le uova nel paniere a Recep Tayyip Erdogan. Per settimane, il premier turco aveva curato il suo tour nei Paesi della Primavera araba in ogni dettaglio. Prima i discorsi del Cairo, in Egitto, poi la Tunisia. Infine in agenda l’arrivo in Libia, accompagnato da una nutrita schiera di 170 imprenditori.
LE MIRE ANGLO-FRANCESI. Scortati dal filosofo Bernard Henri-Lévy, primo occidentale a essersi catapultato a Bengasi dopo l’esplosione delle rivolte, per stringere la mano agli insorti, David Cameron e Nicolas Sarkozy hanno anticipato Erdogan, loro rivale in grandeur e deciso a intavolare trattative economiche con gli insorti. Mentre il governo italiano, nonostante gli annunci degli investimenti futuri e della rirpesa dei rapporti diplomatici, è rimasto a guardare.
LA PARTNERSHIP COL RAÌS. Legami solidi, quelli tra Ankara e Tripoli. Già dal 2009, infatti, l’interscambio tra Libia e Turchia aveva ripreso a marciare a ritmo spedito. Tanto che, già nel gennaio 2011, la Turchia aveva stretto con il Colonnello accordi per 15 miliardi di dollari. Per la sua politica filo-palestinese, Erdogan era stato addirittura insignito del Premio Gheddafi, mentre 200 aziende anatoliche, per lo più attive nel settore delle costruzioni, avevano traslocato nella Jamaharija.
I TIMORI DI ERDOGAN. Ora che la francese Total e l’inglese Bp hanno iniziato a insidiare Eni nel settore delle estrazioni petrolifere, Ankara teme di perdere terreno. Non sia mai che i suoi affari (370 progetti in cantiere per il futuro per un valore di 23 miliardi di dollari) finiscano per andare in fumo.

Fonte: Lettera43

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