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Al Qaeda paravento e arma del giudaismo sionista

Visita di Sarkozy, Bernard Henry Levy,

Cameron ed Erdogan a Tripoli e Bengasi.

Gheddafi: “Fermare i crimini della Nato a Sirte”. 

la Repubblica.it, 14/9/2011 “Bisogna rompere l’isolamento della città”. Le parole del Colonnello lette a suo nome sulla tv satellitare di Damasco Al-Rai. Sono indirizzate al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. L’arrivo dei leader europei non è stata confermata da fonti ufficiali, ma la notizia è stata data anche in Turchia

Gheddafi: “Fermare i crimini della Nato a Sirte” Tripoli, voci su visita di Sarkozy, Cameron e Erdogan
ROMA – “Bisogna fermare subito i crimini commessi dalla Nato contro la città di Sirte rompendone l’isolamento”. E’ quanto chiede il colonnello Muammar Gheddafi in un nuovo messaggio scritto letto a suo nome dalla tv satellitare Al-Rai, con sede a Damasco. Si tratta del secondo in due giorni.

“Il mio messaggio è indirizzato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu – scrive Gheddafi – Vi chiedo di intervenire per fermare l’isolamento a cui è stata sottoposta la città di Sirte”.

Per il Colonnello “la città è isolata dal mondo intero per permettere alla Nato di commettere dei crimini”. L’invito al Consiglio di Sicurezza è di “assumersi le proprie responsabilità e fermare questi crimini”. Nel messaggio si legge ancora che “la distruzione di cui è responsabile la Nato su Sirte è indicibile e non ha precedenti”.

Questa volta il messaggio non è stato letto dall’editore dell’emittente, l’iracheno Mashaan al-Jibouri, ma da una conduttrice che tiene un filo diretto telefonico con i telespettatori. Subito dopo la lettura del messaggio sono stati trasmessi inni e filmati della propaganda gheddafiana che in passato erano stati diffusi dalla tv di Tripoli ‘al-Jamahiriya’, ora chiusa dai ribelli.

Nicolas Sarkozy e David Cameron stanno preparando una visita in Libia domani, a Tripoli e Bengasi, primo viaggio a Tripoli di due leader politici dopo la caduta di Muammar Gheddafi. Il presidente francese e il premier
britannico, principali sostenitori della campagna militare contro il colonnello, saranno accompagnati, riferisce Le Monde, dal filosofo Bernard-Henri Levy, l’ideologo dell’intervento della Nato. I due leader visiteranno un ospedale a Tripoli, dove incontreranno i vertici del Consiglio nazionale transitorio (Cnt), il presidente Mustafa Abdel Jalil e il premier Mahmud Jibril. Sarkozy e Cameron si trasferiranno poi a Bengasi, dove terranno un discorso in piazza della Libertà.

L’Eliseo non ha confermato la visita, mentre Downing Street l’ha addirittura smentita. Liberation ha rivelato che 160 agenti di polizia francesi in borghese scorteranno il presidente a Tripoli. Anche il primo ministro turco Tayyip Erdogan è atteso domani in Libia,

Ad aprire il fronte delle visite a Tripoli, dopo il mutamento del regime politico e il trasferimento del nuovo governo nella capitale libica, era stato – lunedi 12 settembre – l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Una missione che ha consentito al top manager di incontrare i massimi rappresentanti del CNT libico e della NOC-National Oil Company per fare il punto su tempi e modalità di riavvio della produzione di petrolio e gas. (la Repubblica.it, 14/9/2011)

Libia, Sarkozy primo anche a Tripoli

BlitzQotidiano.it, 14/9/2911 – PARIGI, 14 SET – Il metronomo libico di Nicolas Sarkozy non perde un colpo: la Francia è stata la prima a riconoscere il Cnt, la prima a intervenire in Libia, la prima a organizzare la conferenza di pace dopo la caduta di Tripoli e adesso la prima a visitare il Paese quasi liberato.

Il capo dell’Eliseo conclude domani con un viaggio lampo a Tripoli e Bengasi, accompagnato dai suoi due alleati più fedeli nell’operazione, David Cameron e Bernard Henri-Levy, un’operazione dalla tempistica perfetta.

Lo stesso Sarkozy che – ricorda il settimanale Le Nouvel Observateur in edicola domani – nel 2007 aveva fatto dell’amicizia con il colonnello Gheddafi una delle priorità della sua presidenza, si lancia nella campagna per la rielezione nel 2012 con un’operazione che dovrebbe rinnovare la sua immagine.

Fra scandali di dimensioni enormi sul fronte interno – dalle tangenti in contanti della miliardaria Bettencourt all’assoluzione del suo nemico giurato, de Villepin, nella vicenda Clearstream – per Sarkozy non poteva esserci momento più indicato per un bagno di folla a Tripoli e sulla piazza della Libertà di Bengasi, dove è atteso con il premier britannico Cameron e con il filosofo Levy, portavoce della prima ora degli insorti libici.

Senza contare che lo show di Sarkozy punta anche ad oscurare il lancio ufficiale della battaglia socialista delle primarie, con i sei candidati che in diretta tv si confronteranno sulla crisi economica e sull’idea di una nuova Francia proprio mentre il presidente incasserà la gratitudine dei libici liberati.

Non è quindi soltanto la corsa agli appalti e al petrolio libico – della quale molto si è parlato soprattutto nella conferenza degli ‘Amici della Libia’, voluta all’Eliseo quando ancora la battaglia sul terreno infuriava – a guidare l’attivismo di una Francia che nelle rivolte della primavera araba in Egitto e Tunisia si era, al contrario, distinta per una serie incredibile di gaffe del suo governo.

La più clamorosa, le vacanze di Natale nella Tunisia insanguinata ospite di Ben Ali, che costrinsero il ministro degli Esteri, Michele Alliot-Marie, a farsi da parte.

Sarkozy non è nuovo a queste operazioni dal doppio obiettivo – politica estera e interna – come quando saturò i media con una conferenza stampa sui successi del governo e con una visita inedita nelle campagne francesi insieme al premier Francois Fillon proprio nel giorno in cui Martine Aubry, leader socialista, si dichiarava candidata alle primarie, il 28 giugno.

Domani, nelle intenzioni dell’Eliseo, dovrebbe essere un’apoteosi per lanciare una campagna tutta in salita per le presidenziali di primavera, in cui Sarkozy appare ancora in fortissimo svantaggio rispetto ai due socialisti favoriti, la Aubry e soprattutto Francois Hollande.

Stasera, un’ottantina di poliziotti specializzati nelle operazioni antisommossa, hanno ricevuto ordine di tenersi pronti a partire per la Libia su un aereo militare, già questa notte. Domani, saranno la guardia del corpo del presidente a Tripoli e Bengasi. (BlitzQotidiano.it, 14/9/2911)

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