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Comunicato di Ouday H. Ramadan (Soso) sulla Manifestazione del 20 Settembre 2012 a Roma e Commento Redazionale di SyrianFreePress.net Nework

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Introduzione esplicativa della Redazione di SyrianFreePress.net Network, al Comunicato (del 13/9/2012) di Ouday H. Ramadan (Soso) sulla Manifestazione del 20/09/2012 a Roma.

Il motivo dell’esternazione (riportata a seguire)  da parte di Ouday Ramadan (Soso per gli amici), è che recentemente qualche imbecille semina-zizzania, ritardato politico e arteriosclerotico intellettuale, non ha trovato di meglio, in un momento in cui serve la massima coesione, nazionale e internazionale, di fronte ad un nemico infinitamente infido e perfido, che cercare di minare una sana unità di intenti e di forze tra varie componenti politiche e sociali, italiane e siriane.

Il solito giochetto del divide et impera, portato avanti però in questo caso non dai soliti centri di intelligence di potere e di regime, ma da personaggi che si vorrebbero spacciare quali “popolari e rivoluzionari”, mentre invece altro non sono che infami delatori, calunniatori quaqquaraquà, feccia politica, zecche.

Ci avevano già provato altri alcuni mesi fa, e già era stato loro risposto per le rime, rimanendo inalterata l’unità di base italo-siriana. Oggi ci riprovano altri, ma l’unità di base tra siriani e italiani, impegnati in questa comune battaglia, alla faccia di chi ci vuole male resta graniticamente inalterata.

Sembra proprio che questi ritardati politici, ’ratti’, servizi di intelligence, infami delatori e zecche varie, lavorino in simbiosi e in sincronia. Simili con simili.

Ma in un mondo dove la “politica” è diventata fango, sarà sempre così: chi fa Politica nel senso più nobile, viene denigrato e criminalizzato, se possibile isolato.

Tutto ciò dispiace e fa male a chi onestamente si spreca per mantenere elevato il senso ed il livello di un’etica morale e politica che sappia guardare al bene comune e al futuro, fianco a fianco con chi nutre le stesse aspettative, anche se proveniente da scuole diverse e con diverse prospettive ideali, ma con un unitario progetto sociale e nazionale.

C’è qualcuno poi che, in nome di un mal interpretato senso di “internazionalismo”, concepito in modo stereotipato ed utopico, attribuisce a coloro i quali invece hanno del Nazionale e della Patria (come chi scrive) un’alta considerazione, la patente dispregiativa di “fascista”, o “nazista”, o addirittura “nazimaoista” e via cantando.
Ma di quale “internazionalismo” vanno cianciando questi ottusi pappagalli, se disprezzano il concetto di Nazione, Nazionalismo e Patriottismo? Su cosa pensano di costrire le relazioni di cooperazione economica, politica, militare e di fratellanza tra le Nazioni ed i popoli, se prima non si costruiscono e non si sanno difendere le proprie Patrie e Nazioni dagli attacchi della setta apolide che vorrebbe imperare su tutti i popoli e le Nazioni ridotti in servitù??? Niente Nazioni, cari pappagalli arcobaleno, niente internazionalismo, ma solo una pappa informe mondialista.

Bisogna volere bene agli amici siriani che vivono in Italia, che stanno difendendo il proprio onore e la propria Patria sotto attacco, anche da parte della nazione-colonia che li ospita, e bisogna essere al loro fianco, sostenerli, senza tradirli e senza creare loro più problemi di quelli che hanno già.

Sollecitiamo tutti a farlo, indipendentemente dalla nazionalità o appartenenza ideale o confessionale: bisogna rispettare chi ha un gran senso di giustizia e amore per la propria terra, per il proprio popolo, per il proprio esercito e per la lealtà del proprio presidente che non fugge di fronte alla ferocia disumana del nemico, ma resiste e sta con la propria gente.

Di fronte a queste persone non si può fare altro che mettersi sull’attenti e nutrire la massima stima, per il coraggio e l’eroicità nel sapere affrontare la bestia peggiore al mondo, uniti, sotto una sola bandiera.

Se gli italiani sapessero prendere esempio e imitare anche solo di un pelo il sacrificio e l’onore siriano di oggi, l’Italia sarebbe una nazione già libera, invece che la colonia che è, perchè avere una concezione di Unità Nazionale è il primo elemento indispensabile per un cammino di vera Liberazione.

Ma per certi semina-zizzania e ritardati politici, che in questi giorni stanno dando dimostrazione di servilismo e piccineria bottegaia, queste sono come perle gettate ai porci, con tutto il rispetto per i porci, animali utili a differenza degli infami e delatori.

13 settembre 2012 – ore 23:27
FFP per il coordinamento di SyrianFreePress.net Network

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Comunicato di Ouday H. Ramadan (Soso) del 13/9/2012,
sulla Manifestazione del 20 Settembre 2012 a Roma

Come al solito, anche questa manifestazione del 20 settembre prossimo davanti a Montecitorio, sta subendo i tentativi di boicottaggio costruiti da qualche personaggio che, da italiano, vorrebbe insegnare ai Siriani come difendere o promuovere la causa siriana. Da comunista e siriano, quale sono sempre stato, provo davvero pena nel dover fornire giustificazioni o spiegazioni a personaggi che, preferendo sbandierare bandiere arcobaleno o ritirarsi sui monti come eremiti, non hanno mai mosso un dito per la Siria fino a poco tempo fa. Il Comitato Italia-Siria ha organizzato questa manifestazione chiamando a raccolta tutti coloro che, da giornalisti, osservatori o semplici e normali cittadini, hanno seguito con preoccupazione e sentimento la tragedia che nell’ultimo anno e mezzo ha sconvolto il nostro Paese.

Tutti i partiti patriottici della scena politica nazionale, dal Ba’ath ai due partiti comunisti siriani passando per il partito social-nazionalista, si sono uniti nella  difesa del legittimo governo siriano, perché hanno compreso la gravità della situazione e l’evidente strumentalizzazione del terrorismo salafita da parte delle potenze della Nato, a cominciare da Washington che ha dimostrato chiaramente di essere tornata alla vecchia strategia usata in Afghanistan contro i Sovietici: arma i terroristi e i reazionari, colpisci i settori dell’Islam più avanzati ed emancipati rispetto all’imperialismo e diffondi il caos per indebolire le potenze concorrenti più scomode.

Dopo alcuni mesi passati dai nostri fratelli siriani nelle piazze italiane con i soli ragazzi di “Stato e Potenza” ed il quotidiano La Rinascita, il fronte pro-Siria in Italia si è allargato. E nel 2012 finalmente anche altre realtà si sono aggiunte alla lodevole azione di manifestazione di solidarietà verso il nostro Paese, così duramente colpito e violentato. Si tratta di uomini e donne che hanno deciso di sostenere la nostra causa perché l’hanno ritenuta giusta, e perché hanno evidentemente trovato il coraggio per guardare al di là della propaganda che ogni giorno i telegiornali italiani ribadivano, come una filastrocca stucchevole.

C’è chi parla di infiltrazioni, chi parla di “cappelli” messi sopra la nostra causa. Ma noi, cari amici italiani, sappiamo guardarci da soli dai nemici, sappiamo separare le persone oneste e in buona fede da quelle opportuniste e malvagie. E, per ora, di personalità del secondo tipo ne abbiamo viste soltanto tra chi ha tentato in ogni modo di denigrarci e di calunniarci, sfruttando le sue maggiori possibilità comunicative ed il paravento mediatico che le sue connivenze col mondo della politica d’alto borgo gli hanno fornito.

La manifestazione del 20 settembre davanti a Montecitorio non sarà un momento per difendere un dittatore, come spesso è stato scritto per altri eventi simili, né una scusa per sfoggiare una vergognosa islamofobia che, da siriani, condanniamo senza appello. I recenti misfatti di Bengasi e del Cairo ci dicono che forse gli americani stanno cercando di cambiare politica estera, poco prima del voto presidenziale, rispolverando la vecchia islamofobia dell’era Bush. E proprio per questo non devono farci dimenticare che questo tipo di Islam, quello salafita/wahabita, gode dell’appoggio e delle momentanee coperture dell’imperialismo degli Stati Uniti (compreso quello repubblicano), devono farci sempre tenere presente che la vera tragedia nel mondo islamico avvenne proprio quando queste famiglie di monarchi reazionari usurparono le sedi tradizionali della religione musulmana stanziate nella Penisola Araba.

La manifestazione del 20 settembre dovrà servire a tutti noi per ribadire che il popolo siriano è con il suo presidente Bashar al-Assad, che il Grande Medio Oriente inseguito dagli americani non sarà mai realizzato, che l’arroganza di Israele verso la Palestina un giorno finirà, che i Siriani non hanno mai dimenticato la sincera amicizia dei Sovietici e dei Russi e che oggi ringraziano anche la Repubblica Popolare Cinese per il sostegno e per aver impedito che una nuova guerra d’aggressione imperialista si abbattesse sul Medio Oriente.

Chi sarà in piazza con noi potrà ascoltare quello che diremo da uomini liberi, da Siriani e da combattenti, e capire nella sua coscienza di singolo individuo da che parte sta la ragione.

Ouday H. Ramadan

13 September 2012 at 16:54
su FB – Sosovasilev

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Published by SyrianFreePress.net Network

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